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Fattore Brexit: L’Europa minaccia il regno Unito di estrometterlo dal programma Galileo. Per risposta potrebbe nascere un sistema inglese autonomo.

Il Regno Unito potrebbe essere pronto ad avviare un programma per la costruzione di un sistema di satelliti in competizione con il programma di navigazione Galileo promosso dall’Unione Europea.
Lo afferma il uotidiano inglese “The Times”che collega la decisione alla crescente rabbia del governo britannico per la minaccia dell’Ue di tagliar fuori la Gran Bretagna, a causa della Brexit, dalle parti piu’ “sensibili” del programma satellitare Galileo.
 L’Agenzia spaziale britannica regisce e minaccia l’avvio  di un proprio sistema di navigazione satellitare, in grado di contrastare sia  il Galileo europeo sia  il Gps statunitense, utilizzando come rete globale di infrastrutture terrestri i territori d’oltremare britannici ed usufruendo dello stesso livello di finanziamento che la Gran Bretagna si era finora impegnata a profondere nel programma comune europeo.
Il Regno Unoito  potrebbe chiedere all’Ue la restituzione dei 1,4 miliardi di sterline (oltre 1,58 miliardi di euro) gia’ investiti dall’avvio del programma Galileo nel 2003.
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Fattore Brexit:il Regno Unito pensa ad un Sistema di navigazione autonomo.

Regno Unito e Commissione Europea sono ai ferri corti per il dopo Brexit spaziale.
Si apprende dalla Stampa che  la Gran Bretagna ha finora investito nel progetto Galileo a partire dal 2003, praticamente il 15% ( 1,4 miliardi di euro) dell’intero budget del progetto.
Reclama la restituzione dei soldi, ma la Commissione europea si oppone.
La Gran Bretagna sta pensando pertanto  seriamente ad un suo autonomo sistema di rete di satelliti di navigazione  anche dopo i tentativi di Bruxelles di imporre limiti all’accesso alle informazioni sensibili della rete dopo la Brexit.
 La Gran Bretagna è dunque passata al contrattacco contro la posizione europea che  che può seriamente danneggiare una collaborazione reciprocamente benefica sui temi della sicurezza e della difesa.
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Brexit: Il regno Unito non vuole rinunciare ai contratti del Programma europeo Galileo.

A quanto sia dato sapere l’Unione europea vorrebbe escludere Londra dal sistema satellitare sviluppato dalla Ue, che dal 2020 farà concorrenza all’americano Gps:  Ebbene, per la Brexit la Gran Bretagna sarebbe messa alla porta  per ragioni di sicurezza europea,
Il Regno Unito non ci sta perchè vuole continuare ad avere uno stretto rapporto  con l’Unione Europea nella politica estera e di difesa.E poi perchè rinunciare ai sostanziosi contratti industriali di un’impresa dalle forti ricadute economiche ma che presenta anche importanti risvolti militari?.

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Ripercussioni della Brexit anche sull’ESA? E’ molto probabile.

 Unione europea e ESA sono, come è noto, due entità europee distinte e pertanto dal punto di vista formale il Regno Unito, pur uscendo dall’Unione Europea, continuerà ad esercitare in modo immutato il suo ruolo nell’ESA fondata nel 1975 anche dal Regno Unito.
Eppure potrebbe non essere così e nell’imminennza delle fasi operative finali della Brexit aumentano le preoccupazioni per l’Inghilterra ed ovviamente per i suoi partners,
Un esempio per tutti è il programma di navigazione satellitare Galileo che è di proprietà dell’Unione europea, ma è realizzato con il supporto dell’ESA:
E’ un argomento sollevato già molti mesi fa  dal Financial Times che si sofferma sopratutto sul rischio che le compagnie britanniche perdano importanti contratti nel settore spaziale.
La Commissione europea infatti nel definire le condizioni per l’ultima fase di lavoro riguardante il sistema di navigazione satellitare Galileo, ha rivendicato il diritto di cancellare senza penali eventuali appalti esistenti nel caso in cui un fornitore non abbia più sede in uno Stato membro.
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Presto nel Regno Unito un parco per la scienza e la tecnologia.

Sarà presto costruito nel Regno Unito un parco di sviluppo della Scienza, dell’innovazione e della tecnologia nell’area situata atto  fra le città di Bedford, Luton e Stevenage, che verrà dismessa entro fine 2020. Area che potrebbe addirittura diventare polo leader della ricerca in Europa.
 Il progetto include  anvher una delle piscine più grandi del mondo, con una profondità di 50 metri (tre volte più profonda del Neutral Buoyancy Laboratory della NASA), un hotel con 120 posti letto, un teatro per conferenze e un centro di formazione per gli astronauti.”.
Oltre alla piscina ci sarà anche una “centrifuga umana” di quelle impiegate per la formazione degli astronauti, progettata per abituare il corpo umano a prevenire la perdita di coscienza indotta da elevati tassi di accelerazione G. Ne avevamo parlato in occasione
 La struttura, secondo gli auspici  potrebbe spianare  la strada per il volo spaziale commerciale consentendo anche alla “gente comune di sottoporsi a un programma di formazione completo per astronauti.
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La regina Elisabetta nel suo discorso inaugurale al Parlamento non dimentica lo spazio.

Lo spazio resta un settore strategico ed attuale per il Regno Unito.
Lo ricorda la Regina Elisabetta nel suo discorso al  nuovo Parlamento britannico.
Il Regno Unito resta  membro di ESA il cui ruolo è ben distindo dall’Unione Europea, anche programmi strategici come Galileo appaiono condizionati dalla Brexit.
IL regno Unito intende continuare a crescere nel settore spaziale consolidando la sua vocazione commerciale, anche mediante la realizzazione nel futuro di uno spazioporto per voli suborbitali turistici e per il decollo satellitare.
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Grane per il Regno Unito in ESA: effetto Brexit?

Rapporti non buoni tra Regno Unito ed ESA.
Ne potrebbe venire compromesso il secondo volo nello spazio dell’astronauta britannico Tim Peake, dopo la missione dell’anno scorso sulla Stazione spaziale internazionale.
Al momento non vi è accordo sulle contribuzioni del Regno Unito all’ESA.
L’ESA chiede un aumento di 41 milioni di euro in tre anni; Londra respinge la richiesta. La Gran Bretagna finanzia il 7,9 per cento della spesa dell’Agenzia (5,75 miliardi di euro nel 2017), contro il 22,7 per cento della Germania e della Francia e il 14,6 per cento dell’Italia; la percentuale nel programma della Stazione spaziale è ancora più bassa, del quattro per cento.
Insomma acque inquiete!
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Brexit: come modifica il ruolo del Regno Unito nel programma di navigazione Galileo?

E’ pur vero che il Regno Unito è membro di diritto dell’ESA, ma è altrettanto vero che il programma di navigazione satellitare Galileo è srealizzato nel quadro dell’Unione Europea.
Pertanto la Brexiti secondo gli analisti del settore potrebbe influire e non poco.
E’ un argomento sollevato dal Financial Times che si sofferma sopratutto sul rischio che le compagnie britanniche perdano importanti contratti nel settore spaziale. La Commissione europea ha definito le condizioni per l’ultima fase di lavoro riguardante il sistema di navigazione satellitare Galileo, ed ha rivendicato il diritto di cancellare senza penali eventuali appalti esistenti nel caso in cui un fornitore non abbia più sede in uno Stato membro.
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Il Regno Unito esce dall’Europa con la Brexit e mette il piede sull’acceleratore spaziale.

La Brexit non frena òa prospettiva di ctrescita del Regno Unito.
Grazie a nuove leggi speciali entro la fine del 2017 e a copiosi finanziamenti elargiti dal governo sin da quest’anno, l’UKSA, ovvero l’Agenzia Spaziale del Regno Unito, si prepara infatti a conquistare lo spazio. Inizierà dalle fondamenta, con la costruzione di numerosi spazioporti dislocati su tutto il suolo britannico. Essi non solo daranno il via ai voli spaziali commerciali, considerati un tassello fondamentale nelle economie del futuro, ma agevoleranno anche la ricerca medica grazie ad esperimenti mirati condotti a gravità zero.
 Gli scienziati britannici andranno in orbita per sperimentare nuovi vaccini, farmaci ed antibiotici che in quelle particolari condizioni di gravità si sviluppano diversamente. Saranno altresì effettuati astudi sull’invecchiamento e sulla fisiologia del nostro organismo.
Si ipotizza anche  di creare tanti nuovi posti di lavoro e generare ricchezza attraverso il turismo; basti pensare che il primo volo commerciale nello spazio sarebbe previsto già per il 2020.
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Regno Unito: pieno supporto all’ESA, malgrado la Brexit.

Come abbiamo posto in evidenza in precedenti articoli la Brexit non ha implicazioni dulle dinamiche spaziali britanniche in ESA.
Ifatti, nell’imminenza della conferenza dell’ESA che si apre domani a Lucerna, il Governo del Regno Unito ha sottolineato la piena aderenza all’ESA che rappresenta la maggiore partecipazione di finanziamenti.
E’ ben nota la capacità inglese di conseguire eccellenti ritorni industriali dall’ESA e continuerò a farlo, malgrado i venti di opposizione nazionalistica nel Paese.
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