Ben due consiglieri scientifici della Fondazione Amaldi sono tra i 10 saggi dell’ESA.

Non vi è nulla da eccepire nel quadro complessivo complessivo degli equilibri europei?

 

Alla nuova Agenzia europea EUSPA non va un italiano: si tratta di Alberto Tuozzi. E’ stato seriamente supportato dal Governo Italiano?E soprattutto quanto avrebbe inciso il fatto che in ASI sarebbe stato preferito un altro dipendente dell’agenzia come direttore dei programmi ?

Nel nostro  articolo  del 23 giugno 2021 abbiamo riportato  che   Alberto Tuozzi  dirigente Asi e vice presidente della Gsa, dopo avere assicurato la presidenza pro tempore dell’agenzia possa non essere stato supportato adeguatamente dal governo italiano al vertice dell’agenzia spaziale europea EUSPA.

E’ opportuno riportare a tale proposito quanto fu scritto da “Le Sassate” nell’articolo “ASI ovvero “Caos Spaziale” in cui nel merito si scriveva testualmentequanto segue:
“DIRETTORE DEI PROGRAMMI—E’ la figura centrale di controllo strategico ed economico. Per questo incarico il Presidente Giorgio Saccoccia ha scelto da mesi il suo “cocco” Roberto Formaro, un dirigente che già da tempo opera da facente funzioni, provocando pure vari mugugni all’interno dell’agenzia per le assidue frequentazioni in SITAEL. La Commissione di selezione cui formalmente spetta la  decisione, poi, è tutta da ridere. Saccoccia ha voluto che ne facessero parte: Maria Vittoria Salvetti, ordinaria di fluidinamica a Pisa (ma soprattutto figlia del docente con cui si era laureato lui); Ersilia Vaudo, che lavora in ESA come Chief Diversity Officer e si occupa di problematiche femminili e rispetto delle quote rosa; candidata non eletta alle elezioni politiche con +Europa e che non risulta aver mai svolto apprezzabile attività scientifica di ricerca; presidente, senza voce in capitolo, è il confermato direttore generale Fabrizio Tosone. 
E difatti Formaro arriva primo, davanti ad Alberto Tuozzi, scelto come “foglia di fico”. Il  Presidente parte in quarta per la nomina effettiva, ma viene subito bloccato dall’ufficio legale che contesta i criteri arbitrari con cui si è giunti alla designazione di Formaro, ignorando nella graduatoria finale titoli e c.v. Urla e strepiti di Saccoccia, che pretende di andare avanti, minacciando fuoco e fiamme. Ma a questo punto entra in scena anche il RUP (responsabile unico del procedimento) che minaccia le dimissioni. Morale della favola, la pratica finalmente si blocca e non viene più portata in CdA, con grande scorno di Saccoccia, costretto a fare onore al suo cognome.,,,,,,,,,,,,,,,
Alcuni giorni  dopo è accaduto veramente quello che era stato posto in evidenza dai media e che cioè Tuozzi non è diventato direttore dei programmi in ASI, essendo stato prescelto un altro. ( per deliberazione del CDA dell’ASI)
Perchè mai rispolverare questi articoli?
E’ semplice.
L’attribuzione della nomina Direttore dei programi ad un altro dipendente non  potrebbe avere contribuito inavvertitamente a togliere credibilità al dirigente ASI, vice Presidente del GSA e con elevate competenze professionali a livello internazionale  nell’attribuzione della presidenza dell’EUSPA?
Non sta a noi trarre le conclusioni. Esponiamo soltanto fatti all’attenzione dei lettori.

Vi è poco da stare allegri nel settore spaziale: si susseguono flop su flop e l’Italia perde anche la presidenza della nuova agenzia europea per lo spazio.

Nelle rassegne stampa spaziale si segnalano i soliti articoli celebrativi in cui va tutto bene ed in cui si celebrano i soliti soloni dello spazio.
La realtà sembra purtroppo un’altra .
Non solo in ESA, ma anche nell’agenzia spaziale europea contiamo poco o nulla.
Ecco l’articolo integrale ( per gentile concessione):
:”Visti i fallimenti degli ultimi anni, dal mancato incarico di direttore generale dell’Esa fino agli ultimi casi caratterizzati persino da targhe sbagliate, il duo Bruno Tabacci e Giorgio Saccoccia (delegato per lo spazio il primo, presidente Asi il secondo) avrebbe potuto muoversi per conquistare posizioni importanti nella nuova agenzia e dimostrare che l’Italia conta ancora qualcosa. Infatti durante tutto lo scorso anno in cui la vecchia struttura, a seguito dei riassetti europei stava transitando verso la sua nuova versione, l’italiano Alberto Tuozzi, dirigente Asi e vice presidente della Gsa, ha assicurato la presidenza pro tempore. Logica e lungimiranza politica avrebbero suggerito che i responsabili del settore spazio si fossero attivati in tempo affinché proprio Tuozzi essere nominato presidente della nuova agenzia Euspa. E invece il 17 giugno, i rappresentanti degli stati membri della European Union Agency for the Space Programme, hanno eletto come presidente Vaclav Kobera, della Repubblica ceca, direttore del «Department of Intelligent Transport Systems, Space Activities and Research, Development and Innovation at the Ministry of Transport di Praga.
Tutti i paesi, in primis Germania, Francia e Repubblica Ceca si sono mossi da più di un anno per mettere in piedi rapporti politici necessari a avere supporto nelle votazioni.
L’Italia invece è stata del tutto assente e il Maeci (ministero affari internazionali e cooperazione), il cui ruolo sarebbe dovuto essere strategico, ha ricevuto una lettera con la richiesta di intervento firmata da Tabacci soltanto lo scorso mese, a maggio 2021.
A conferma dell’irrilevanza, anche politica, del nostro paese, va ricordato che il membro ufficiale nel consiglio di amministrazione della Gsa è stato Costantino Fiorillo dirigente del ministero dei Trasporti che, nei tre anni di nomina, non ha mai partecipato a nessuna riunione anche perché non parla inglese.
Talvolta come suo rappresentante, senza però diritto di voto, era stato inviato dal capitano di vascello Dario Sgobbi, distaccato al Mit dalla Marina e anche lui con competenze spaziali tali che la stessa Marina non ha mai richiesto il suo reintegro. Sgobbi, pur presente, ha spesso evitato di intervenire in quanto altrimenti sue uscite richiedevano necessarie e
rapide correzioni da parte degli altri italiani, anche diplomatici, presenti alle riunioni.
C’è da chiedersi se il duo Tabacci e Saccoccia abbia tempo di occuparsi di questioni che riguardano la collocazione e il peso internazionale dell’Italia nel settore spaziale, dopo i flop delle ultime settimane, vista invece la rapidità con la quale si sono occupati di indicare persone a loro vicine nei consigli di amministrazione delle società partecipate da Asi.
Come mai chi dovrebbe verificare la loro azione, dal presidente Mario Draghi, titolare legale del settore spaziale, al ministro Cristina Messa, come responsabile del ministero vigilante, tacciono o sono assenti? Come vogliono intervenire nel comparto spaziale in Italia e in Europa? “

Sono stati resi noti dall’ESA i dati numerici delle candidature pervenute all’Agenzia per la selezione degli astronauti L’Italia molto indietro dopo Francia e Germania.

 

Il fitto mosaico degli accordi dell’ASI si arrichisce di un’ulteriore tessera: la collaborazione con la Slovenia.

La cerimonia della firma è avvenuta martedì 22 giugno 2021 nelle sale della Biblioteca Chigiana di Roma, alla presenza di Bruno Tabacci, sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega alle Politiche spaziali e aerospaziali.
Le principali aree d’interesse per la cooperazione tra i due Paesi riguarderanno le attività nel campo delle scienze e delle tecnologie spaziali, dell’osservazione della terra, dello sviluppo di piccoli satelliti, dell’esplorazione dello spazio e della formazione. L’intesa prevede anche la promozione e l’organizzazione congiunta di workshop e iniziative di networking commerciale.

Scricchiola l’equilibrio della struttura organizzativa della joint venture italo francese Thales Alenia Space.Gamba tesa della Francia sui patti di governance concordati fra gli azionisti Leonardo e Thales. Preoccupazione dei sindacati.

Pubblichiamo integralmente il comunicato delle segreterie nazionali sindacali in cui si manifestano manifestan in modo palese le preoccupazioni per gli squilibri  che si stanno sviluppando da tempo nell’azionariato italo francese di Thales Alenia Space. 

Comunicato sindacale

“THALES ALENIA SPACE: UNA JV ITALOFRANCESE

O UNA BUSINESS UNIT SOLO FRANCESE”

Negli ultimi due eventi europei del CAE Thales e Thales Alenia Space JV sono state fatte  importanti dichiarazioni dai vertici francesi che hanno suscitato perplessità e  preoccupazione per le organizzazioni sindacali italiane e che, immaginiamo, possano  destare altrettanta preoccupazione all’industria italiana dello Spazio a partire da Leonardo,  azionista della joint venture e alle istituzioni italiane, PdCM/COMINT.

Le (disinvolte e pericolosamente troppo generiche) dichiarazioni a cui ci riferiamo riguardano  la volontà da parte degli azionisti francesi di voler trasferire attività in capo a Thales Alenia  Space Italia alle realtà transalpine per compensare gli scarichi di lavoro in esse presenti.

Ricordiamo che da un anno a questa parte, con la nomina di Massimo Comparini a CEO di  TASI e deputy di TAS, la realtà italiana di TAS ha acquisito un volume di contratti di oltre 2  miliardi di euro, con la determinazione dell’azionista Leonardo il sostegno politico delle  istituzioni italiane.

Tutte le operazioni hanno comportato un patrimonio di ordini e di programmi spaziali  attraverso finanziamenti impegnativi da parte del governo italiano in un’ottica di strategia  nazionale finalizzata al rafforzamento delle infrastrutture e del know-how spaziali per  rispondere agli obiettivi di transizione verde, mobilità sostenibile, per rafforzare ed  accrescere le competenze specifiche ed abilitanti e le capacità industriali di TAS Italia e  dell’intera filiera di settore, nella visione di una ripresa economica attrattiva del nostro Paese.

Un sostegno importante del nostro Paese ad una filiera costituita da 200 aziende di cui TAS  Italia ne rappresenta la realtà più numerosa sia in termini occupazionali (2.200 addetti sui  7.000 unità complessive) che di cifra d’affari (circa 700 milioni di euro su 2 miliardi del settore  in Italia) con circa un terzo, oltre alle start-up ed alle collaborazioni con le Università.

Alla richiesta di Fim Fiom Uilm sulla quantificazione e la tipologia dei volumi di attività che  si intendono trasferire non c’è stata volutamente risposta da parte dei vertici francesi. Circa  la volontà di portare via dall’Italia qualificanti attività di ingegneria e produzioni ad alto valore  tecnologico, ci chiediamo, è legittimo farlo? E chi ne autorizza o ne avalla l’azione?

Anche sulla quantificazione dei necessari investimenti per adeguare le infrastrutture  materiali ed immateriali, le capacità industriali e le competenze dei siti italiani per poter far

fronte agli impegni contrattualizzati, non c’è stata risposta. E sì che le domande erano  chiare, inequivocabili e anche ben tradotte!

Su quali meccanismi si sta giocando? Forse a una sottile inventiva di uscire dal margine  utile Si attende di essere fuori tempo utile rispetto al Ramp-Up delle attività per poi dover  trasferire frettolosamente in altre strutture esterne a quelle italiane?

Nessun riscontro è pervenuto anche in merito alla nostra sollecitazione di rivedere e/o  riequilibrare le struttura di comando delle joint venture (a prepotente trazione francese) che  da troppi anni non riesce a risolvere le criticità dei ritardi nell’esecuzione dei programmi con  conseguente riduzione delle marginalità e generazione di generici e mai specificati costi di  non qualità.

È onesto e razionale che le responsabilità siano addossate ai lavoratori invece che a una  discutibile organizzazione e ad una inefficiente conduzione di un’unica nazione?

Ci chiediamo ancora, è possibile che non si possa modificare l’attuale modello organizzativo  -basato esclusivamente sull’organizzazione francese di Thales- con l’accentramento delle  funzioni strategiche di CFO, Procurement e Risorse Umane?

Da qualche tempo l’organizzazione delle Operation con l’inserimento del nuovo COO  francese rientra nella stessa logica. L’organizzazione della Supply Chain basata sulla  sinergia con il gruppo Thales attraverso un completo allineamento con il modello di  governance dell’azionista francese e con referenti TAS che riportano funzionalmente a  Thales cosa può garantire alla filiera italiana?

Ed infine, ci chiediamo, perché l’Italia, in Thales Alenia Space non può avere la possibilità di controllare i processi di valorizzazione delle competenze presenti in azienda e quelli del  ricambio generazionale? L’azionista italiano comprende le reali necessità di preservare le  missioni produttive dei siti italiani?

In merito a quanto sopra esposto, l’azionista italiano, Leonardo, e le istituzioni italiane,  PdCM/COMINT, sono chiamate a rispondere ed a chiarire tutte le questioni sollevate dalle  organizzazioni sindacali a salvaguardia di un patrimonio industriale di eccellenza del nostro  Paese.

 FIM-FIOM-UILM Nazionali Roma, 18 giugno2021
Come si evince dal comunicato la situazione è molto seria ed è urgente pertanto un deciso intervento del Governo italiano ed in primis del sottosegretario Bruno Tabacci che è il direttore d’orchestra del Comint.
Ma tutto suona all’unisono?

La soddisfazione dell’Università di Trento per la nomina di Battiston come saggio dell’ESA.

E’ recente la notizia della nomina da parte del Direttore Generale dell’ESA di Roberto Battiston tra i 10 saggi dell’ESA.
Peccato che, probabilmente a causa di questa nomina,l’Italia dovrà rinunciare alla candidatura dell’ex Presidente dell’ASI come direttore dell’ESRIN.
Starà pensando il Presidente del Comint ad appoggiare un altro candidato?
Non vi è il rischio che sia stato un tiro mancino e che ancora una volta l’Italia rimanga all’asciutto nelle posizioni apicali dell’ESA ?

Il satellite iraniano Kanopus-V realizzato con la collaborazione dei Russi.

Da qualche giorno è radicalmente mutato l’assetto politico dell’IRAN dove nelle recenti elezioni hanno prevalso posizoni ultraconsevatrici.
Questo satellite che sarà lanciato dalla Russia consentirebbe alle autorità iraniane di potenziare le proprie modeste capacità nel campo dell’intelligence spaziale nella zona del Medio Oriente, Israele compreso.
Queste ovviamente sono le posizioni degli esperti israeliani.

Il Comint dopo mesi di inattività è nuovamente al lavoro con la Presidenza di Bruno Tabacci. “La sinistra italiana all’assalto dello spazio italiano”.

 

Si sembra proprio così.La sinistra scalpita per consolidare posizioni di potere nel settore spaziale sempre più interessante a livello internazionale.Sullo scottante argomento interviene in modo molto deciso e netto Enrico Ferrone  con un suo articolo su le pagine de “L’Indro”.In particolare Ferrone pone in evidenza quanto segue:” Con la scelta di Andrea Zanini come suo consigliere, Bruno Tabacci ha potuto tenere serena quella frangia della sinistra che sta scalpitando per mettere le mani a tutto campo sul settore spaziale italiano”.Si suggerisce la lettura completa dell’articolo.

Decolla il programma spaziale dell’Unione europea.Un evento speciale online il 22 giugno prossimo.

Il 22 giugno 2021 sarà una data storica per l’Unione Europea
Si terrà infatti uno speciale evento on line per l’entrata in vigore del programma spaziale europeo.