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Si susseguono le scosse sismiche e l’INGV non ha soldi sufficienti per monitorarle.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) non ha un finanziamento sufficiente per garantire la sua attività di ricerca.
 A lanciare l’appello in piena emergenza terremoto è il presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni. “L’Ingv – ha detto all’ANSA – fa monitoraggio di vulcani e terremoti, purtroppo i finanziamenti insufficienti per farlo vivere, siamo in bolletta”.
Il Presidente dell’INGV denuncia una disparità di comportamento del Governo nei finanziamenti  assegnati all’INGV e quelli destinati ad altre Enti pubblici di ricerca
“I fondi dell’Ingv non bastano a coprire le spese, non riusciamo a pagare gli stipendi e il mantenimento delle strutture e non abbiamo soldi per i progetti di ricerca”.
Queste sono le affermazioni del Presidente dell’Ente.

Sembra proprio in sostanza che tale Ente non sia considerato utile.

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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia presenta bilanci passivi e non può fare ricerca.

Dopo ben quattro bilanci consuntivi con disavanzo di competenza (entrate accertate meno spese impegnate): 1,6 milioni nel 2012; 6,8 nel 2013; 14,5 nel 2014 e 6 nel 2015 ed in attesa di conoscere il risultato della prima annualità (meglio, dei primi 8 mesi) della presidenza Doglioni,appare ormai certo che il 2017 all’Ingv sarà all’insegna di una rigorosa austerità e senza attività di ricerca interna, E’ quanto emerge, in maniera molto chiara, dal bilancio di previsione 2017, approvato dal cda lo scorso 29 novembre, riportata dal Foglietto.
Ad essere sacrificata per ragioni di bilancio non sarà soltanto l’attività di ricerca ma lo saranno anche gli interventi di manutenzione degli edifici che ospitano le sedi dell’Ingv, che vengono rinviati a non meglio precisati “esercizi successivi”, ed anche il budget annualmente assegnato alle sezioni – sparse sul territorio nazionale – in cui si articola lo stesso Ingv, che verrà ridotto di circa il 60% rispetto allo stanziamento finale dell’esercizio 2016.
Sembra inverosimile, ma è così!

Insomma l’Italia continuerà a tremare e poco o nulla si farà per la ricerca in Italia.

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L’INGV e il vino d’alta quota.

Fummo i primi a porre in evidenza il fatto che l’isituto nazionale di geofisica si interessi non solo di terremoti , ma anche divini d’alta quota nella zona etnea. ( vedi precedente articolo)
La notizia è stata ripresa successivamente anche a livello nazionale
A quanto si apprenda l’amministrazione centrale dell’INGV sta effettuando gli opportuni approfondimenti del caso, in quanto l’intero iter istruttorio e la convenzione relativa furono compiuti nel 2015 quando l’INGV aveva una dirigenza diversa; gli attuali vertici dell’ente non possono essere in alcun modo chiamati in causa”.
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Pochi fondi all’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che non sa come fare il bilancio.

“Quest’anno siamo in serissima difficoltà, al punto che non sappiamo come fare il bilancio. Riusciamo a pagare gli stipendi e a curare la manutenzione degli strumenti. Vorremmo – ha proseguito – quell’extra che ci servirebbe per fare più ricerca, invece non riusciamo ad arrivare a fine anno”.
Questo è l’allarme lanciato dal Presidente dell’INGV. nel corso di un incontro con la Stampa estera.
Ogni commento è superfluo.
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L’istituto nazionale di geofisica si interessa di terremoti, vulcani e non solo. Anche di vini?

In questi giorni consultiamo sovente il sito dell’istituto nazionale di geofisica, in cui da non molto si è insediata anche la nuova  Direttrice o se volete Direttora Generale, per aggiornarsi sugli effetti del sisma che ha colpito l’Italia centrale.
Ebbene apprendiamo tra l’altro  dal sito che l’11 novembre pv saranno presentati “presso l’Osservatorio di Pizzi Deneri (Linguaglossa-Catania) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), i risultati del progetto sperimentale “Vini d’alta quota. I VINI CALCAGNO A QUOTA 2800”,  nato dalla collaborazione tra INGV e l’azienda vinicola Calcagno.
Si legge che”  Il progetto, iniziato il 22 luglio 2015 e terminato il 22 luglio scorso, nasce dall’idea di allestire, presso l’Osservatorio di Pizzi Deneri, all’altitudine di 2813 m, un corner dedicato all’affinamento di un lotto di bottiglie dei vini dell’azienda Calcagno, posizionati in casse di legno, per un periodo di circa 12 mesi.”
 Durante la giornata di presentazione,  i vini, oggetto della sperimentazione, saranno venduti tramite un’asta di beneficenza e il ricavato sarà devoluto all’INGV, collaboratore del progetto, per la ricerca sul sisma e per l’acquisto di specifici macchinari dedicati al monitoraggio e sorveglianza vulcanica.
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INGV: la sede dell’Aquila non chiude, ma si sposta per chiusura del progetto di ricerca Abruzzo.

 

L’INGV precisa e ne diamo notizia, che la sede dell’Aquila non si chiude , ma si sposta in zona diversa dal centro storico. ) vedi nosto articolo precedente)
Si precisa altresì che “l’attuale sede dell’Istituto, presso gli uffici di via dell’Arcivescovado, si era sviluppata grazie al Progetto Abruzzo (accordo di programma tra ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur) e Regione Abruzzo) per rispondere alle nuove esigenze di approfondimento scientifico e alle politiche di studio, monitoraggio e prevenzione sorte a seguito del tragico evento sismico del 2009”.
Si informa inontre da parte dellINGV  che è imminente  la chiusura del progetto di ricerca Abruzzo, motivo per cui l’Ingv è in attesa della formalizzazione di un nuovo rapporto di collaborazione con la Regione, in assenza del quale si andrà incontro a una significativa riduzione delle attività di ricerca, connessa alla contrazione dell’organico”.
La situazione per certi versi sembra dunque ancora più critica a nostro giudizio perchè sorprende il fatto che un progetto incentrato sullo studio simisco non sia più finanziata da una Regione  che dovrebbe essere particolarmente sensibile allo studio dei terremoti.

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Cosa fare per lo studio dei terremoti? Chiudiamo subito la sede dell’istituto dell’INGV dell’Aquila! Ha dell’inverosimile.

E’ importante o no la ricerca sismologica in Italia? Quanto interessa al Governo ed al Premier  che proprio l’altro giorno, forse anche guardando alla scadenza referendaria, ha incontrato nelle aree terremotate delle Marche Diego della Valle per sancire accordi su un futuro ( e a nostro giudixio utilissimo) stabilimento calzaturiero?
Probabilmente nulla o meno di niente, se si considera il fatto che che la sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di L’Aquila stia per essere chiusa!
Da non crederci, ma è proprio cosi!
Poi vogliamo andare su Marte  e celebriamo le uscite marziane finali di Obama!
Intanto coninuiamo a  diffondere immagini satellitari  sulle zono colpite dalle calamità sismiche!
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Il nuovo direttore generale dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia è una donna.

Come avevamo ipotizzato nel precedente articolo, la dottoressa Maria Siclari è stata nominata Direttore Generale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 21 luglio 2016, a conclusione di un bando pubblico di selezione. Ella succede al dottore Massimo Ghilardi  ed è attualmente dirigente del servizio Gare e Appalti dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispa).
Maria Siclari è stata anche presidente della commissione in ASI  che ha selezionato  un addetto alla comunicazione dell’ASI.
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Istituto nazionale di geofisica: la nomina del direttore generale.

E’ imminente!
Anche l’INGV avrà presto il suo dirtettore generale che andrà ad occupare la poltrona dell’attuale dg, Massimo Ghilardi, il cui mandato scadrà il prossimo 31 agosto.
Tra venti aspiranti ne sono stati scelti tre dal Presidente dell’Ente.: due donne ed un uomo.
Si tratterebbe di una dirigente dell’Ispra; di una dirigente della Ragioneria dello Stato e di un primo ricercatore del Cnr, Giuliano Salberini, che attualmente è in comando presso Palazzo Madama, a seguito di un protocollo d’intesa tra lo stesso Cnr e il Senato della Repubblica.
Si tratterà anche in questo caso di una donna?
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INGV: Doglioni verso la Presidenza?

Anche l’istituto nazionale di geofisica avrebbe il suo Presidente.
Il Ministro vigilante starebbe per nominare Carlo Doglioni ordinario di geologia all’Università di Roma la Sapienza.
Gli spetterà un arduo lavoro a causa della difficile situazione in cui si trova l’INGV..
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