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Cina e Giappone corrono verso la Luna. Ci andranno insieme?

 

Cina e Giappone al momento sembrano corre da sole e contendersi la Luna.
I nipponici hanno l’intenzione di raggiungere il satellite della Terra entro il 2030., pochi anni prima dei Cinesi che al momento progettano il viaggio verso il 2036.
Non è da escludere che alla fine Cina e Giappone si possano alleare per raggiungere l’obiettivo perchè i costi sono altissim.
Si fa quindi concreta anche  l’idea di un progetto multinazionale con un intervento anche indiano., con avvio della preparazione dal 2025.
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Chi va sulla Luna, chi su Marte e il Giappone punta alle Lune di Marte.

Nelle prossime decadi l’obiettivo delle maggiori agenzie spaziali nel mondo saranno Luna e Marte.
Il giappone gioca una variante:ha l’obiettivo di esplorare le Lune di Marte.
Sta lavorando infatti alla Martian Moons Exploration che punta a spedire una navicella robotica su Fobos e Deimos per prelevare campioni della loro superficie e spedirli poi sulla Terra.
Si potrà comprendere in tal modo l’origine dei due satelliti naturali di Marte, ad oggi ancora misteriosa.
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Il tether porta sfortuna.

Il modulo cargo giapponese Htv-6, il 27 gennaio 2017, dopo 6 settimane di permanenza in orbita, si è sganciato dalla Stazione spaziale internazionale per autodistruggersi, bruciando nell’atmosfera con il suo carico di rifiuti. Prima del “suicidio”, tuttavia, il modulo senza equipaggio avrebbe dovuto compiere un ultimo esperimento, denominato Kite, sigla che sta per Kounotori integrate Tether Experiment.
Si sarebbe dovuto svolgere nello Spazio un cavo di 700 metri in cui far circolare corrente, creando un campo magnetico che avrebbe dovuto attrarre piccoli detriti spaziali pericolosi per le attività in orbita. Ma tutto è andato male!
La stessa sorte capitò al tethered italiano e per ben due volte nel 1992 e nel 1996.
Un cavo lungo 20 Km che non rotolò.
Accadde due volte la prima con l’astronauta Malerba e la seconda con Maurizio Cheli ed Umberto Guidoni.
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Il Giappone lancia un satellite di comunicazioni miltari.

  Si apprende che  il Giappone ha lanciato il suo primo satellite di comunicazioni militari per aumentare la capacità di banda larga delle Self Defence Forces andando a coprire anche isole lungo il bordo meridionale del Mar Cinese Orientale.
Si ipotizza che il Giappone potenzi la sua attività militare perchè allarmato dal recente aumento dell’attività militare cinese
 Il lancio del satellite segna la ripresa di un programma bloccato lo scorso anno da un incidente: il primo dei tre satelliti, che doveva decollare dal sito spaziale europeo nella Guyana francese, si eraato danneggiato durante il trasporto dal Giappone alla base di lancio.
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Battuta d’arresto spaziale per il Giappone.

Si ha notizia del fallimento del lancio del mini razzo giapponese per il trasporto di satelliti, un vettore di soli 10 metri di lunghezza e 50 centimetri di diametro.
  Il razzo SS-520, che trasportava un mini satellite, si è schiantato in mare al largo di Uchinoura. Produzione e lancio dell’SS-520 hanno avuto un costo stimato di circa 500 milioni di yen (4,3 milioni di dollari).
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Allarme in Italia: ogni 4-5 anni può esservi un evento sismico importante. Intanto è stato sancito l’ accordo italo-giapponese per la gestione dei rischi anche con i satelliti.

In Italia “statisticamente ci sono almeno 25 terremoti distruttivi ogni secolo e ogni 4-5 anni si può verificare un terremoto importante“: lo avrebbe dichiarato il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Carlo Doglioni, al Workshop sulla prevenzione del rischio sismico in Italia e Giappone, organizzato a Roma dalla Fondazione Italia-Giappone e dall’Ambasciata del Giappone, in collaborazione con il ministero degli Esteri.
Non vi è dunque da stare tranquilli!
Intanto nel contesto dell’incontro italo nipponico  è stato firmato l’accordo secondo cui l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) coopereranno nella gestione dei disastri attraverso l’uso dei dati dei rispettivi sistemi satellitari COSMOSkyMed e ALOS-2.
 In base all’intesa i dati di COSMO-SkyMed saranno utilizzati in modo congiunto e sinergico con quelli del satellite radar ALOS-2, al fine di rispondere a situazioni di emergenza sui territori italiano e giapponese.
L’intesa, inoltre, prevede attività di ricerca congiunte sulle tematiche di gestione dei rischi e la creazione di un archivio dati relativo ai rispettivi Paesi.
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Giappone e Turchia insieme in campo spaziale.

E’ di questi giorni la notizia secondo cui Giappone e Turchia avrebbero stipulato un accordo nel settore della tecnologia spaziale.
In realtà quesia intesa rientra in un quadro di collaborazione avviato già alcuni anni fa.
Segnaliamo questa notizia degna di rilievo soprattutto in un momento in cui si parla molto della Turchia e dei suoi rapporti con altri paesi, soprattutto quelli europei.
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Mistero sul satellite giapponese scomparso.

Il satellite Hitomi, in orbita intorno al pianeta, è  scomparso, senza aver lasciato alcuna traccia di sé. Secondo la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) è possibile che il satellite Hitomi, si sia disintegrato nello spazio a seguito di un’esplosione, per un malfunzionamento di una delle sue principali componenti.
L’agenzia spaziale giapponese ha dichiarato ufficialmente di aver perso il contatto con il satellite sabato, dopo un’inspiegabile anomalia. Un team di emergenza è stato messo su in tutta fretta per cercare di ripristinare i canali di comunicazione con Hitomi, ma a quasi quattro giorni dall’accaduto non è arrivata alcune informazione concreta e nessuno degli esperti è ancora in grado di determinare lo stato del satellite.
Sembra un fatto inspiegabile  ed anche misterioso.
Si chiamano in causa anche gli alieni.
Siamo alle solite panzane.
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Il satellite giapponeseAstro H: un contributo all’esplorazione delle galassie.

E’ da qualche ora nello spazio un satellite nipponico avanzatissimo per l’esplorazione di galassie e buchi neri.
L’ente aerospaziale giapponese Jaxa ha lanciato infatti  il satellite ASTRO-H con un razzo H-IIA alle 17.45 di oggi (le 9.45 ora italiana) dal centro spaziale di Tanegashima.
ASTRO-H, che pesa 2.700 chilogrammi ed e’ considerato 100 volte piu’ “potente” rispetto ai satelliti convenzionali, orbitera’ per tre anni a circa 575 chilometri sopra la superficie terrestre, analizzando i processi ad alta energia presenti nell’universo con strumenti sofisticati.
La Jaxa ha promosso l’iniziativa in tandem con Mitsubishi Heavy Industries e si avvale per questo ambizioso progetto di collaborazioni con la Nasa e le agenzie spaziali europea e canadese.
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Viaggi sulla Luna: anche il Giappone farà parte del Club.

Anche il Giappone andrà sulla Luna.
Infatti un veicolo spaziale nipponico dovrebbe essere inviato sul satellite della Terra nel 2018.
Si tratta dello Smart Lander for investigating Moon (Slim) che dovrebbe essere lanciato con un razzo Epsilon.
Il budget del 2016 prevederà i fondi necessari per un progetto a cui l’agenzia spaziole giapponese tiene molto  in competizione con India e Cina   nei programmi spaziali.
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