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Cina e Giappone corrono verso la Luna. Ci andranno insieme?

 

Cina e Giappone al momento sembrano corre da sole e contendersi la Luna.
I nipponici hanno l’intenzione di raggiungere il satellite della Terra entro il 2030., pochi anni prima dei Cinesi che al momento progettano il viaggio verso il 2036.
Non è da escludere che alla fine Cina e Giappone si possano alleare per raggiungere l’obiettivo perchè i costi sono altissim.
Si fa quindi concreta anche  l’idea di un progetto multinazionale con un intervento anche indiano., con avvio della preparazione dal 2025.
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ESA e Cina sognano una colonia lunare comune.

E’ il caso di parlare di sogni? Al momento non vi sono proposte concretre comuni, ma soltanto idee,
Una cosa è certa : vi è coincidenza di intenti tra ESA e Cina che sta discutendo l’ipotesi di collaborare con player internazionali, inclusa l’European Space Agency (Esa), alla costruzione di una base sulla Luna.
L’Esa ha ipotizzato l’invio di robot sulla Luna nel prossimo decennio al fine di cominciare la costruzione di quella che potrebbe essere la prima colonia umana nello spazio.
Non vi è una tempistica ufficiale. Il progetto fu presentato, pur in assenza di tempistica ufficiale, a un simposio di dicembre 2015 ipotizzando inoltre, a base completata, l’ambizioso e successivo obiettivo di raggiungere Marte.
 La Cina ha avviato un altrettanto ambizioso programma spaziale che prevede anche la visita al “pianeta rosso”: è stato lanciato  un razzo con un altro pezzo della stazione orbitante in costruzione, mentre il prossimo anno ci sarà la prima missione sulla faccia più lontana della Luna.
Le discussioni in corso con l’Esa ripropongono il problema del ruolo della Cina a livello internazionale, viste le resistenze soprattutto americane.
In un orizzonte non lontano e cioè nel 2024 si prevede peraltro il decommissionamento della Stazione spaziale internazionale e la Stazione spaziale cinese potrebbe rimanere come l’unica operativa intorno alla Terra.
 Cosa accadrà  a livello internazionale.
Francia, Germania e Italia sembrano favorevoli a un possibile maggior coinvolgimento della Cina, mentre non sono chiare  le posizioni finali di Russia e Usa.
 Il Giappone al momento appare indeciso sugli assetti geopolitici in Estremo Oriente.
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Su Marte sventoleranno le bandiere italiana e cinese?

La corsa su Marte è avviata da tempo.
Un importante contendente è l’Italia  che è in campo  con l’Agenzia Spaziale. Infatti proprio qualche giorno Roberto Battiston Presidente dell’ASI  ha firmato un accordo con Wang Zhaoyao, direttore generale della China Manned Space Agency, l’agenzia di Pechino che si occupa dei voli umani nello spazio. Il patto siglato ieri prevede la costituzione di un comitato congiunto tra i due paesi, che si riunirà almeno una volta l’anno e stabilirà i dettagli della collaborazione.
Dunque grandi ambizioni da parte italiana che è presente in molti programmi internazionali.
Vi saranno finanziamenti sufficienti?
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Società privata cinese entra nel mercato aerospaziale.

E’ stato stipulato recentemente un contratto tra Landspace technology corporation, una società aerospaziale privata cinese e la danese Gomspace per il lancio di una serie di satelliti,
Secondo gli accordi l’azienda cinese utilizzerà il razzo Landspace-1 per mettere in orbita i satelliti Gomspace nel 2018. Entro il 2020 il mercato aerospaziale mondiale raggiungerà un valore di 485 miliardi di dollari, 116 miliardi dei quali saranno rappresentati dalla Cina.
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La Cina punta all’avanguardia mondiale nel campo dei lanciatori.

La Cina nei ggiorni scorsi ha lanciato il razzo vettore Lunga Marcia 5, il più potente che Pechino abbia mai costruito.
Il razzo, lungo 57 metri, è decollato  in uno spettacolo di folla, cioè di fronte a circa centomila spettatori giunti sull’isola di Hainan per assistere alla partenza.
  Sarà “cruciale per portare il Paese più vicino al traguardo di realizzare una stazione spaziale con personale umano”, ha confermato l’amministrazione statale della Scienza, della Tecnologia e dell’Industria per la Difesa nazionale cinese che ha supervisionato il progetto.
Il lanciatore avrebbe  portato in orbita un satellite sperimentale chiamato Shijian-17, che è stato progettato per testare la tecnologia elettrica di propulsione.
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Astronauti cinesi in orbita.

Proseguono i successi cinesi nel settore spaziale.
E’ decollata infatti l’astronave Shenzhou 11 con due astronauti a bordo  dal centro di lancio di Jiuquan, situato nel deserto del Gobi, nel nord della Cina, a bordo di un missile Long March 2F.
 Nei prossimi due giorni la navicella attraccherà al laboratorio spaziale Tiangong 2.I due astronauti trascorreranno 30 giorni nel laboratorio per realizzare esperimenti in diversi ambiti, quali medicina, biologia, fisica ma anche su tempeste solari e per riparazioni di apparecchiature.
Il lancio fa parte di un piano più ampio con il quale il governo cinese mira a creare una stazione spaziale permanente dotata di equipaggio entro il 2022 che dovrebbe rimanere operativa per almeno un decennio. dovrebbe rimanere operativa per almeno un decennio.
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Anche i Cinesi si dànno al turismo spaziale.

Al recente congresso dello IAC. tenutosi in Messico, l’accademia cinese di tecnologia dei lanciatori ( Calt)ha rivelato che è in fase di progettazione un aereo suborbitale che sarà lanciato a partire dal 2020.
 Si tratta di un aereo  riutilizzabile 50 volte che decollerà in verticale come un lanciatore e atterrerà  in orizzontale su una normale pista di atterraggio  ( 2 versioni un aereo di 10 tonnellate  che potrà volare a 130 chilometri d’altitudine con cinque persone a bordo. oppure un aereo di 1000 tonnellate a Mach 8 con 20 persone a bordo).
L’agenzia cinese ipotizza anche una terza versione per il lancio di piccoli satelliti.
I costi previsti vanno da 180000 euro a 220000 euro.
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E’ operativo nel Sud-Est della Cina il radiotelescopio più grande del mondo.

Da qualche giorno  è operativo in CINA  un radiotelescopio che occupa un’area grande come 30 campi di calcio.
Si chiama Fast (Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope) e aiuterà a esplorare l’universo per osservare le galassie più lontane e per andare in cerca di tracce di vita, dalle molecole presenti nello spazio interstellare fino ad eventuali segnali provenienti da civiltà aliene.
Ormai il primato mondiale della radioastronomia è cinese: infatti per dimensioni è stato superato il radiotelescopio di Arecibo.
Fast sarà all’avanguardia per almeno 10-20 anni.
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La Cina lancia il primo satellite quantistico.

La Cina .ha lanciato oggi in orbita il primo satellite per le comunicazioni “quantistiche”, che dovrebbe portare il paese all’avanguardia in questa tecnologia avanzatissima utilizzata nell’informatica delle comunicazioni o per violare i codici o per proteggerli.
Il satellite QUESS (Quantum Experiments at Space Scale) è stato lanciato dal centro spaziale di Jiuquan, nel deserto del Gobi, in Cina nordoccidentale, con un missile Lunga Marcia 2D. Pesa 640 kg e orbita ogni 90 minuti a un’altezza di 500 km dalla superficie terrestre.
E’ stato soprannominato “Micius”, il nome latino del filosofo classico cinese Mozi che per primo fece esperimenti ottici.

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Il primo modulo del ” Palazzo Celeste” cinese in orbita da settembre 2016.

La Cina si prepara a mandare in orbita la sua seconda stazione spaziale. ( la prima Tiangong 1 è rimata operativa per circa 3 anni, tra il 2011 e il 2013).
 Un primo modulo sperimentale sarà lanciato nel settembre del 2016 e già un mese dopo dovrebbero arrivare i primi taikonauti per alcuni test funzionali. Poi, via via, tra il 2017 e il 2018 verranno lanciati il nodo centrale e gli altri moduli e le navette Shenzhou per i test di docking.
La stazione spaziale la Tiangong-2, che letteralmente significa palazzo celeste: sarà operativa dal 2022 fino a tutto il 2032.
 Tiangong-2 sarà in grado di ospitare un equipaggio di 3 taikonuati residenti che diventeranno 6 nei periodi di avvicendamento. Il governo cinese ha fatto sapere che intende “internazionalizzare” il proprio laboratorio orbitante, creando di fatto un’opportunità in più di accesso allo Spazio, complementare alla Stazione spaziale internazionale.
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