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Collaborazioni spaziali cinesi pubbliche, ma anche private.

Proliferano le collaborazioni spaziali della Cina non solo con l’Italia, ma anche con alti Paesi europei ed extraeuropei
 Entro il 2024 Pechino conta di mandare in orbita la sua stazione spaziale. E intorno ai programmi governativi si sviluppa  una fiorente industria privata delle stelle.
Ne fa parte anche l’industria italiana ed in particolare D Orbit, startup comasca specializzata in sistemi di lancio e posizionamento dei satelliti. che nei giorni scorsi ha firmato un accordo con Commsat, una società cinese dell’industria dello spazio.
Ha come obiettivi la costruzione e la spedizione in orbita di nanosatelliti Cubesat.
 La startup si è specializzata nei sistemi di assistenza a lancio e posizionamento dei satelliti, come “spazzino del cielo”. Porta  infatti la sua firma un dispositivo per rimuovere in modo chirurgico gli apparecchi giunti alla fine della loro missione.
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In orbita il satellite per prevenire i terremoti. Grande successo italo-cinese.

 

Si tratta del satellite cinese Cses (China Seismo-Electromagnetic Satellite) lanciato alle 8,51 italiane dalla base cinese Jiuquan, nel deserto del Gobi.
 L’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) vi partecipa con il progetto Limadou, al quale contribuiscono Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Istituto di Astrofisica e Planetologia spaziali dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Iaps-Inaf) e alcune università.Il satellite ha l’obiettivo di individuare le variazioni che avvengono nella regione superiore dell’atmosfera (ionosfera) e che accompagnano un terremoto.
 Aiuterà a vederle il rivelatore di particelle italiano Hepd (High Energic Particle Detector), realizzato dalla collaborazione Limadou.  Lo strumento Hepd consentirà di studiare i meccanismi che collegano i processi interni del nostro pianeta con la dinamica delle regioni di particelle cariche, chiamate fasce di Van Allencon l’obiettivo di individuare e sviluppare nuove tecniche per il monitoraggio sismico dallo spazio”. Il satellite comincerà a raccogliere i dati nei prossimi mesi, non appena completata la fase di calibrazione degli strumenti.
  “Il lancio del satellite che realizza la prima grande missione spaziale frutto della cooperazione Cina e Italia” è stato salutato con entusiasmo dal Presidente della Repubblica Mattarella, dalla Ministra del MIUR Fedeli e dal Presidente dell’ASI Battiston.
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E’ a regime la stazione spaziale cinese in Argentina.

 Ha iniziato a operare a pieno regime la stazione spaziale cinese in Argentina dedicata allo sviluppo di programmi di ricerca ed esplorazione su Marte e la Luna, come è riportato dall’agenzia di stampa ufficiale argentina “Telam“,
Si informa in particolare della  messa in funzione di una parabola satellitare per l’avvistamento del cielo profondo, di 35 metri di diametro, nella base situata nella località patagonica di Las Lajas, nella provincia di Neuquén.
 La base, come da noi è stato già posto in evidenza in un articolo di alcuni mesi fa è controllata dalla compagnia statale cinese “Satellite Launch and Tracking Control General” (Cltc) ed ha come obiettivo “supportare le attività di esplorazione interplanetaria, l’osservazione astronomica, il controllo ed il monitoraggio dei satelliti in orbita e l’acquisizione di dati
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La Cina all’avanguardia nello spazio.

Presto, secondo le previsioni, la Cina scavalchera’ Usa, Russia ed Europa.

 

Si prevede anche entro il 2045 la creazione di un’astronave a propulsione nucleare “recuperabile”, un vecchio “sogno” dei sovietici prima e dei russi poi.

Il primo volo di questa astronave è programmatoper il 2040 ed entro questa data la Cina dovrebbe essere in grado dei sistemi per lo sfruttamento delle risorse naturali presenti negli asteroidi.

Inoltre, la Cina prevede di costruire entro il 2015 sia un «aereo spaziale recuperabile ed entro il 2035, «un missile ultra-pesante» in grado di trasportare nello spazio un carico di oltre 100 tonnellate.

Sempre entro il 2025 la Cina vuole passare a missili recuperabili  e diventare l il leader mondiale dell’industria aerospaziale prima del  2045.

La Cina  inoltre  nel 2020 vuole inviare un rover su Marte  con l’obiettivo di riportare sulla terra dei campioni si suolo marziano una decina di anni dopo.

 

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Cina e Francia insieme per studiare uragani e cicloni.

Cina e Francia lanceranno nello spazio il satellite CFOSAT che  nella seconda metà del prossimo anno per migliorare le previsioni meteorologiche e, nello specifico, per prevedere in modo sempre più preciso la formazione di uragani e cicloni.
 CFOSAT, che inizialmente doveva essere frutto di una collaborazione della CIna con l’ESA, pesa 650kg, orbiterà attorno alla Terra ad una quota di 500 chilometri e sarà operativo per tre anni.
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Cina e Giappone corrono verso la Luna. Ci andranno insieme?

 

Cina e Giappone al momento sembrano corre da sole e contendersi la Luna.
I nipponici hanno l’intenzione di raggiungere il satellite della Terra entro il 2030., pochi anni prima dei Cinesi che al momento progettano il viaggio verso il 2036.
Non è da escludere che alla fine Cina e Giappone si possano alleare per raggiungere l’obiettivo perchè i costi sono altissim.
Si fa quindi concreta anche  l’idea di un progetto multinazionale con un intervento anche indiano., con avvio della preparazione dal 2025.
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ESA e Cina sognano una colonia lunare comune.

E’ il caso di parlare di sogni? Al momento non vi sono proposte concretre comuni, ma soltanto idee,
Una cosa è certa : vi è coincidenza di intenti tra ESA e Cina che sta discutendo l’ipotesi di collaborare con player internazionali, inclusa l’European Space Agency (Esa), alla costruzione di una base sulla Luna.
L’Esa ha ipotizzato l’invio di robot sulla Luna nel prossimo decennio al fine di cominciare la costruzione di quella che potrebbe essere la prima colonia umana nello spazio.
Non vi è una tempistica ufficiale. Il progetto fu presentato, pur in assenza di tempistica ufficiale, a un simposio di dicembre 2015 ipotizzando inoltre, a base completata, l’ambizioso e successivo obiettivo di raggiungere Marte.
 La Cina ha avviato un altrettanto ambizioso programma spaziale che prevede anche la visita al “pianeta rosso”: è stato lanciato  un razzo con un altro pezzo della stazione orbitante in costruzione, mentre il prossimo anno ci sarà la prima missione sulla faccia più lontana della Luna.
Le discussioni in corso con l’Esa ripropongono il problema del ruolo della Cina a livello internazionale, viste le resistenze soprattutto americane.
In un orizzonte non lontano e cioè nel 2024 si prevede peraltro il decommissionamento della Stazione spaziale internazionale e la Stazione spaziale cinese potrebbe rimanere come l’unica operativa intorno alla Terra.
 Cosa accadrà  a livello internazionale.
Francia, Germania e Italia sembrano favorevoli a un possibile maggior coinvolgimento della Cina, mentre non sono chiare  le posizioni finali di Russia e Usa.
 Il Giappone al momento appare indeciso sugli assetti geopolitici in Estremo Oriente.
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Su Marte sventoleranno le bandiere italiana e cinese?

La corsa su Marte è avviata da tempo.
Un importante contendente è l’Italia  che è in campo  con l’Agenzia Spaziale. Infatti proprio qualche giorno Roberto Battiston Presidente dell’ASI  ha firmato un accordo con Wang Zhaoyao, direttore generale della China Manned Space Agency, l’agenzia di Pechino che si occupa dei voli umani nello spazio. Il patto siglato ieri prevede la costituzione di un comitato congiunto tra i due paesi, che si riunirà almeno una volta l’anno e stabilirà i dettagli della collaborazione.
Dunque grandi ambizioni da parte italiana che è presente in molti programmi internazionali.
Vi saranno finanziamenti sufficienti?
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Società privata cinese entra nel mercato aerospaziale.

E’ stato stipulato recentemente un contratto tra Landspace technology corporation, una società aerospaziale privata cinese e la danese Gomspace per il lancio di una serie di satelliti,
Secondo gli accordi l’azienda cinese utilizzerà il razzo Landspace-1 per mettere in orbita i satelliti Gomspace nel 2018. Entro il 2020 il mercato aerospaziale mondiale raggiungerà un valore di 485 miliardi di dollari, 116 miliardi dei quali saranno rappresentati dalla Cina.
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La Cina punta all’avanguardia mondiale nel campo dei lanciatori.

La Cina nei ggiorni scorsi ha lanciato il razzo vettore Lunga Marcia 5, il più potente che Pechino abbia mai costruito.
Il razzo, lungo 57 metri, è decollato  in uno spettacolo di folla, cioè di fronte a circa centomila spettatori giunti sull’isola di Hainan per assistere alla partenza.
  Sarà “cruciale per portare il Paese più vicino al traguardo di realizzare una stazione spaziale con personale umano”, ha confermato l’amministrazione statale della Scienza, della Tecnologia e dell’Industria per la Difesa nazionale cinese che ha supervisionato il progetto.
Il lanciatore avrebbe  portato in orbita un satellite sperimentale chiamato Shijian-17, che è stato progettato per testare la tecnologia elettrica di propulsione.
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