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Una base militare cinese in Patagonia?

 
 
Non è il primo articolo che dedichiamo alle relazioni Sino argentine in campo spaziale.
 Era il 2015 quando il Congresso argentino – sotto la Presidenza Kirchner –approvava un piano per la costruzione di una stazione spaziale cinese nella provincia di Neuquén. Si trattava di una struttura del General Armaments Department delle Forze Armate cinesi che rappresentaa la prima installazione spaziale realizzata al di fuori dei confini nazionali del gigante asiatico.
 La struttuea è stata costruita dalla China Harbor Engineering Company, una sussidiaria della China Communications Construction Company – responsabile della costruone di numerosi basi aeree e non nelle isole del Mar Cinese Meridionale oggetto di disputa territoriale.
In base ai rilievi satellitari, si tratta di un’area di 210 ettari a cui è precluso l’accesso ai non addetti ai lavori – suscitando le reazioni del sindaco di Neuquén, il quale ha definito la base “terra cinese in territorio argentino”.
 L’infrastruttura, costruita dalle Forze Armate cinesi, si inserisce all’interno della realizzazione della missione cinese sulla Luna e su Marte, anche se è diffuso il timore che essa possa nascondere finalità ostili. La stazione fa uso massiccio di dual-purpose technologies che possono essere impiegate anche per lo spionaggio delle attività satellitari e missilistiche.
Non poche sono le apprensioni in alcuni settori argentini su questa base che  sembra assumere per alcuni ossservatori anche statunitensi la connotazione di una base spionistica.
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E’ in orbita il satellite cinese Gaofen-6

 La Cina ha lanciato domenica un nuovo satellite per l’osservazione terrestre, battezzato Gaofen-6, che verrà utilizzato per la gestione delle risorse agricole e l’osservazione delle aree colpite da disastri naturali.
Il satellite, messo in orbita tramite un razzo vettore Lunga Marcia-2D è dotato di un migliore apparato foto-ottico ed è in grado di monitorare una porzione maggiore della superficie terrestre.
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La Cina che fu di MAO TSe- Tung scopre il privato anche nello spazio. Competizione con Space X.

Cinquanta anni fa o forse anche meno non avremmo mai ipotizzato l’intervento dei privati in Cina anche in settori sensibili come quelli spaziali.
Ebbene è a accaduto.
. Il 17 maggio la cinese OneSpace ha lanciato con successo il suo primo missile commerciale dalla base situata nel nord-ovest del paese e il razzo ha raggiunto velocemente l’orbita, a più di 270 chilometri d’altitudine.
La startup cinese  ha in programma di sviluppare una ventina di lanciarazzi, gli Os-X, entro il 2020. Questi  razzi potranno piazzare, a 800 chilometri dalla Terra, in orbita bassa, piccoli satelliti pesanti al massimo cento chili.
 L’obiettivo è dichiaratamente commerciale:dovrebbe  diventare la più grande società di piccoli missili, agganciando il mercato dei piccoli satelliti in orbita bassa.
Nascerebbe così una competizione a livello mondiale con Space X.
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Presto lancio di satelliti cinesi dal mare.

Si apprende che il razzo Lunga Marcia-11 effettuerà entro la fine dell’anno il primo lancio di satelliti dal mare.
Ad annunciarlo è la China Aerospace Science and Technology Corp, che ha sottolineato come le operazioni di questo tipo necessitano di razzi vettori con prestazioni molto alte, funzionalità ampiamente soddisfatte dalla capacità di risposta flessibile e rapida di Lunga Marcia-11.
E’ l’inizio dunque di una nuova fase nel lancio di satelliti, con operazioni che potrebbero tagliare i costi generali, il consumo del carburante e migliorare le prestazioni un nuova industria di servizi.
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Collaborazioni spaziali cinesi pubbliche, ma anche private.

Proliferano le collaborazioni spaziali della Cina non solo con l’Italia, ma anche con alti Paesi europei ed extraeuropei
 Entro il 2024 Pechino conta di mandare in orbita la sua stazione spaziale. E intorno ai programmi governativi si sviluppa  una fiorente industria privata delle stelle.
Ne fa parte anche l’industria italiana ed in particolare D Orbit, startup comasca specializzata in sistemi di lancio e posizionamento dei satelliti. che nei giorni scorsi ha firmato un accordo con Commsat, una società cinese dell’industria dello spazio.
Ha come obiettivi la costruzione e la spedizione in orbita di nanosatelliti Cubesat.
 La startup si è specializzata nei sistemi di assistenza a lancio e posizionamento dei satelliti, come “spazzino del cielo”. Porta  infatti la sua firma un dispositivo per rimuovere in modo chirurgico gli apparecchi giunti alla fine della loro missione.
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In orbita il satellite per prevenire i terremoti. Grande successo italo-cinese.

 

Si tratta del satellite cinese Cses (China Seismo-Electromagnetic Satellite) lanciato alle 8,51 italiane dalla base cinese Jiuquan, nel deserto del Gobi.
 L’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) vi partecipa con il progetto Limadou, al quale contribuiscono Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Istituto di Astrofisica e Planetologia spaziali dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Iaps-Inaf) e alcune università.Il satellite ha l’obiettivo di individuare le variazioni che avvengono nella regione superiore dell’atmosfera (ionosfera) e che accompagnano un terremoto.
 Aiuterà a vederle il rivelatore di particelle italiano Hepd (High Energic Particle Detector), realizzato dalla collaborazione Limadou.  Lo strumento Hepd consentirà di studiare i meccanismi che collegano i processi interni del nostro pianeta con la dinamica delle regioni di particelle cariche, chiamate fasce di Van Allencon l’obiettivo di individuare e sviluppare nuove tecniche per il monitoraggio sismico dallo spazio”. Il satellite comincerà a raccogliere i dati nei prossimi mesi, non appena completata la fase di calibrazione degli strumenti.
  “Il lancio del satellite che realizza la prima grande missione spaziale frutto della cooperazione Cina e Italia” è stato salutato con entusiasmo dal Presidente della Repubblica Mattarella, dalla Ministra del MIUR Fedeli e dal Presidente dell’ASI Battiston.
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E’ a regime la stazione spaziale cinese in Argentina.

 Ha iniziato a operare a pieno regime la stazione spaziale cinese in Argentina dedicata allo sviluppo di programmi di ricerca ed esplorazione su Marte e la Luna, come è riportato dall’agenzia di stampa ufficiale argentina “Telam“,
Si informa in particolare della  messa in funzione di una parabola satellitare per l’avvistamento del cielo profondo, di 35 metri di diametro, nella base situata nella località patagonica di Las Lajas, nella provincia di Neuquén.
 La base, come da noi è stato già posto in evidenza in un articolo di alcuni mesi fa è controllata dalla compagnia statale cinese “Satellite Launch and Tracking Control General” (Cltc) ed ha come obiettivo “supportare le attività di esplorazione interplanetaria, l’osservazione astronomica, il controllo ed il monitoraggio dei satelliti in orbita e l’acquisizione di dati
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La Cina all’avanguardia nello spazio.

Presto, secondo le previsioni, la Cina scavalchera’ Usa, Russia ed Europa.

 

Si prevede anche entro il 2045 la creazione di un’astronave a propulsione nucleare “recuperabile”, un vecchio “sogno” dei sovietici prima e dei russi poi.

Il primo volo di questa astronave è programmatoper il 2040 ed entro questa data la Cina dovrebbe essere in grado dei sistemi per lo sfruttamento delle risorse naturali presenti negli asteroidi.

Inoltre, la Cina prevede di costruire entro il 2015 sia un «aereo spaziale recuperabile ed entro il 2035, «un missile ultra-pesante» in grado di trasportare nello spazio un carico di oltre 100 tonnellate.

Sempre entro il 2025 la Cina vuole passare a missili recuperabili  e diventare l il leader mondiale dell’industria aerospaziale prima del  2045.

La Cina  inoltre  nel 2020 vuole inviare un rover su Marte  con l’obiettivo di riportare sulla terra dei campioni si suolo marziano una decina di anni dopo.

 

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Cina e Francia insieme per studiare uragani e cicloni.

Cina e Francia lanceranno nello spazio il satellite CFOSAT che  nella seconda metà del prossimo anno per migliorare le previsioni meteorologiche e, nello specifico, per prevedere in modo sempre più preciso la formazione di uragani e cicloni.
 CFOSAT, che inizialmente doveva essere frutto di una collaborazione della CIna con l’ESA, pesa 650kg, orbiterà attorno alla Terra ad una quota di 500 chilometri e sarà operativo per tre anni.
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Cina e Giappone corrono verso la Luna. Ci andranno insieme?

 

Cina e Giappone al momento sembrano corre da sole e contendersi la Luna.
I nipponici hanno l’intenzione di raggiungere il satellite della Terra entro il 2030., pochi anni prima dei Cinesi che al momento progettano il viaggio verso il 2036.
Non è da escludere che alla fine Cina e Giappone si possano alleare per raggiungere l’obiettivo perchè i costi sono altissim.
Si fa quindi concreta anche  l’idea di un progetto multinazionale con un intervento anche indiano., con avvio della preparazione dal 2025.
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