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USA e Russia insieme per costruire una nuova stazione spaziale. L’annuncio allo IAC che si tiene ad Adelaide.

 I primi moduli potranno essere lanciati nel 2024-2026. .
Si inizierà  con la costruzione della stazione orbitante, poi, una volta che le tecnologie saranno testate, potranno essere utilizzate sulla superficie della Luna e, più tardi, su Marte .
 Anche la Cina, l’India, il Brasile e il Sudafrica potrebbero prendere parte al progetto. Le parti hanno avuto una discussione preliminare sul loro contributo al progetto. I precisi aspetti tecnologici e finanziari dei partecipanti a ‘Deep Space Gateway’ verranno discussi nella fase successiva dei negoziati, quando ufficialmente interverranno i rispettivi Governi.
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Il progetto di Trump di creare un corpo militare spaziale per ora si impantana.

Per il momento niente forze armate spaziali.
La proposta di costruire lo Space Corp per operazioni militari cyber, lo sviluppo di un missile da crociera e lo sfruttamendo di fondi bellici per esigenze di lungo periodo al momento si arena.
Il Congresso americano ha proposto una serie di emendamenti che sarenno approfonditi dalla Casa Bianca.
Nel giugno scorso, il Comitato per le Forze armate americane aveva votato per includere gli Space Corps degli Stati Uniti nell’Atto di autorizzazione alla Difesa del 2018, cioè nel bilancio del 2018. Il nuovo servizio sarebbe amministrato dal Segretario dell’Air Force, come il Corpo dei Marines lo è dal Dipartimento della Marina, ma sarebbe un ramo separato con un seggio nel Joint Chief of Staff.
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L’ordine esecutivo del Consiglio per lo spazio di Trump.

Il vice Presidente degli USA Mike Pence guiderà il Consiglio nazionale per lo spazio (Nsc), l’organo consultivo che aveva chiuso i battenti nel 1993 ( vedi anche nostro articolo precedente).
Secondo l’ordine esecutivo, ha il compito di “supportare e assistere il presidente con riferimento alla politica e alla strategia spaziale nazionale, e assolvere altri doveri che il presidente possa, di volta in volta, prescrivere”.
Ne fanno parte, oltre al vice presidente, il segretario di Stato, i segretari alla Difesa, al Commercio, ai Trasporti, all’Homeland security, il direttore della National intelligence, il numero uno della Nasa, il capo di Stato maggiore congiunto e altri amministratori di vertice. Si incontrerà almeno una volta all’anno, senza interferire “con la linea di autorità esistente o con le responsabilità di ogni agenzia.
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Grandeur francese anche a Le Bourget.

Ci sono accordi ed accordi,
Quelli francesi sono altisonanti, soprattutto ora dopo l’insediamento di Macron all’Eliseo.
Infatti proprio alla presenza del neo Presidente francese i numeri uno delle agenzie spaziali francese e americana si sono incontrati a Le Bourget per discutere delle collaborazioni per l’esplorazione umana e robotica dello spazio
I temi cruciali affrontati sono stati l’esplorazione di Marte e il monitoraggio degli oceani terrestri oltre al contributo fornito dalla Francia per la Stazione Spaziale, che ha visto l’astronauta Thomas Pesquet protagonista di una missione di lunga durata sull’avamposto spaziale.
E’ stato indubbiamento l’evento più importante di Le Boueget.

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Armi e satelliti all’Arabia Saudita.

Dopo la visita di Trump in Arabia Saudita, si apre una stagione di accordi commerciali da centinaia di miliardi di dollari tra USA e Atabia Saudita.
Ne neneficeranno giganti industriali come Boeing, General Electric e Lockkheed.
Molti saranno gli affari  ufficialmente avviati con l’accordo sottoscritto  per armi e sistemi di difesa che il Governo saudita comprerà dagli USA per 110 miliardi di dollari con l’obiettivo di arrivare alla cifra record di 350 miliardi di dollari in dieci anni.
 Maggiore beneficiario sarà la Lockheed Martin, che ha già pronto per Riad un sistema missilistico Thaad che da solo vale più di un miliardo di dollari, oltre che satelliti e sistemi software per il controllo dei missili.
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L’incognita Trump sul settore spaziale statunitense e di riflesso nelle collaborazioni internazionali.

Bisognerà attendere l’insediamento ufficiale  di Donald Trumpalla Casa Bianca nel mese di Gennaio, per comprendere appieno le sue reali intenzioni sulla strategia spaziale e sulla Nasa.
Intanto un importante segnale è dato dall’ingresso  nella cerchia ristretta dei consiglieri di Trump. di Elon Musk che da anni non nasconde il programma di rivoluzionare i lanci spaziali privati realizzando, con la sua società basata in California, razzi con componenti riutilizzabili, abbattendo così i costi dei voli commerciali.
Il programma di obama di raggiungere Marte sarà mantenuto?
E’ innegabile che la strategia spaziale americana avrà riflessi sulle politiche spaziali degli altri paesi ed in particolare dell’Europa.
Ne capiremo qualcosa nei prossimi mesi.
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I cinguettii di Donald Trump : trema Lockeed,ma anche Leonardo Finmeccanica.

Dopo i cinguettii di Donald Trump si prevede un’imponente spendfing review nelle spese militari statunitensi.
Non è un caso che  il programma ed i costi degli F-35 siano sotto attacco da parte del neo Presidente statunitense.Tremano Lockeed Martin principale gruppo produttore ed anche le industrie europee che partecipano al programma cole Leonardo -Finmeccanica.
Ci dobbiamo aspettare grosse sorprese dal nuovo inquilino della Casa Bianca anche in campo spaziale e sul nuovo assetto della NASA.
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La politica spaziale statunitense: l’incognita Trump.

Ad oggi  non vi sono certezze sulla strategia spaziale del nuovo Presidente americano, che molto poco ha fatto trapelare sulle sue intenzioni in materia nel corso della campagna elettorale.
Un’incognita ad esempio è  chi diventerà amministratore della NASA.
Secondo analisti americani. due sarebbero in lizza.
  Il primo è James Bridenstine, deputato repubblicano dell’Oklahoma, che ha preparato nei mesi scorsi una bozza di legge intitolata «American Space Renaissance Act», la quale prevede il ritorno sulla luna come parte della radicale riforma dell’agenzia spaziale.
L’altro sarebbe  Scott Pace, ex incaricato politico della Nasa durante la presidenza di George W. Bush: a suo parere «l’agenzia può e deve essere uno strumento di politica estera degli Stati Uniti»
Vi potrebbe essere inoltre un ritorno sulla Luna.
Per quanto riguarda lo spazio militare. si prevede un aumento del budget della Difesa con un considerevole investimento   in satelliti miniaturizzati per aumentare la resilienza in caso di attacchi cyber o ASAT.
 Inoltre, la tecnologia per il volo ipersonico avrà un ruolo importante anche come ausilio al progetto di caccia di sesta generazione o, come ultimamente è stato ribattezzato, Penetrating Counter-Air.
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Le esternazioni spaziali del Presidente in uscita Obama hanno valore dopo la vittoria di Trump? Pensiamo proprio di no!

Le esternazioni spaziali del Presidente in uscita Obama hanno valore dopo la vittoria di Trump? Pensiamo proprio di no!
Tutto da rivedere nel settore spaziale in USA.
Obama, fiume in piena nei giorni scorsi,aveva dato molta enfasi allo spazio, all’esporazione marziana ed a quant’altro.
Non aveva fatto i conti con l’escalation di Donald Trump dileggiato fino a ieri dalle cancellerie europee ed anche dal nostro Premier.
Nessuno conosce le reali intenzioni di Trump in campo spaziale ed in particolare sul ruolo della NASA.
Dobbiamo aspettare!
Ma una  cosa è certa.
L’amministratore delegato della NASA dovrà essere, come è prassi, di estrema fiducia del neo Presidente.

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USA: incertezze nella politica, ma anche nel settore spaziale.

Gli USA sono in fibrillazione  che potrebbe continuare anche dopo le imminenti lezioni presidenziali.
Infatti, questa è la nostra idea, grande instabilità vi sarà sia se dovesse prevalere Donald .Trump o Hillary Clinton.
Incertezze e lacune strategiche vi sono anche nel settore spaziale.
Sembra comunque che l’obiettivo principale americano sia fare il volo umano su Marte. ( questo è  l’intenzione di Obama per quello che valga a fine mandato.
Non sembra tuttavia accantonata neanche l’idea di tornare sulla Luna.
Il 1° novembre la NASA ha infatti emesso una richiesta di informazioni scritte riguardanti la capacità di determinati fornitori) per la realizzazione di  un payload per la superficie lunare nell’ambito di una missione che potrebbe avvenire tra il 2017 e il 2020.
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