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Preparativi per le missioni lunari: nasce il progetto Igluna sulle Prealpi svizzere.

Sul Pilatus, un massiccio montagnoso delle Prealpi svizzere nei pressi di Lucerna. sarà realizzato nel 2020 a Luglio prossimo con il patrocinio dell’ESA un habitat adeguato a corpi celesti lontani dalla Terra. Sarà controllato a distanza dal Museo dei trasporti di Lucerna.
Il prototipo sul Pilatus ha spiegato all’agenzia Keystone-ATS lo Swiss Space Center. Al progetto che sarà testato fra il 10 e il 19 luglio 2020, partecipano quindici squadre di scienziati provenienti da dieci Paesi differenti, fra i quali rappresentanti del Politecnico federale di Losanna (EPFL), dell’Università di Berna e della Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo (ZHAW).

La ricerche verteranno su varie tematiche, quali nuovi approcci ai sistemi di coltivazione delle verdure nello spazio, esperimenti sugli aminoacidi, il mantenimento delle condizioni di vita e la struttura dell’habitat.

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La ” neutrale” confederazione elvetica si appresta a realizzare un satellite spia con la Francia.

Si parla molto  negli ambienti internazionali di una possibile cooperazione svizzero-francese per lo sviluppo di un nuovo satellite spia.
L’eventuale partecipazione elvetica al programma satellitare francese CSO ( Composante spatiale optique), secondo il Dipartimento federale della difesa (DDPS) , non metterebbe in discussione la neutralità elvetica, in quanto sussisterebbe la possibilità per la Svizzera di ritirarsi in qualsiasi momento.
La decisione comunque non sarebbe ancora ufficiale.
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La società elvetica Ruag collabora con l’israeliana Spaceil.

Ruag, il gruppo specializzato negli armamenti e nell’aerospazio controllato dalla Confederazione fornirà elementi di sostegno dei motori di un lander (veicolo d’atterraggio) sviluppato dalla società israeliana SpaceIL, costituita nel 2011.
La missione di SpaceIL – un’entità senza scopo di lucro – porterà al primo allunaggio effettuato da un privato invece che dallo stato, spiega Ruag in un comunicato odierno. L’avvio dell’avventura dovrebbe avvenire nel corrente mese di febbraio.
Nei prossimi  giorni dovrebbe iniziare il viaggio del lander di 585 chili durerà due mesi e mezzo.
Prima di raggiungere l’area di influenza della Luna: lì rimarrà in orbita per alcune settimane, per poi effettuare un atterraggio morbido nella parte nord del Mare della Serenità.
Una volta sul posto verranno trasmessi foto, video e dati sul campo magnetico del satellite terrestre.
L’elemento sviluppato da Ruag è in alluminio ed è stato prodotto con la tecnica di stampa 3D.
Qualche dettaglio su Ruag. diventata operativa nel 1999.
Il nome sta per RüstungsUnternehmen AktienGesellschaft ed i i suoi prodotti e servizi vengono usati per il 56% a scopi civili e per il 44% per finalità militari. Il
. L’azienda genera un fatturato di circa 2 miliardi di franchi e ha oltre 9200 dipendenti.
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Una sonda elvetica andrà verso Mercurio nell’ambito del programma Bepi Colombo.

Nel 2018 la sonda messa a punto dall’Università di Berna sarà inviata nello spazio dove grazie ad uno strumento di misurazione al laser fornirà dal 2024 dati in 3D della superficie di Mercurio.
BELA (“BepiColombo Laser Altimeter”) è il primo altimetro a laser sviluppato in Europa e destinato allo studio dei pianeti,
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La cooperazione tra ESA e Confederazione elvetica.

La bellissima città di Lucerna in Svizzera ospiterà  a dicembre 2016 il prossimo consiglio ministeriale dell’ESA.
La decisione à ufficiale dopo il recente incontro avvenuto a Berna tra il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann e il nuovo direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Johann-Dietrich Wörner.
Durante l’incontro il consigliere federale e il direttore generale si sono dichiarati soddisfatti dell’eccellente cooperazione durante il mandato di copresidenza di Svizzera e Lussemburgo.
Il budget dell’ESA per il 2015 ammonta a 4,4 miliardi di euro e l’Agenzia conta 22 Stati membri (l’Ungheria e l’Estonia con riserva di ratifica), oltre al Canada come Stato associato. L’ESA ha mandato in orbita più di 70 satelliti e ha all’attivo 17 missioni in diverse operazioni, fra cui Rosetta, e lo sviluppo di sei lanciatori. La Svizzera partecipa con circa 135 milioni di euro all’anno.
Per quanto riguarda la Svizzera  ogni franco investito in un programma ESA ne genera due per il partner commerciale svizzero.

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La Svizzera aderisce ai programmi europei Galileo ed Egnos

Il Consiglio nazionale della Confederazione elvetica  ha deciso l’ingresso della Svizzera neiprogrammi Galileo ed Egnos dell’Unione Europea.
I costi per Berna ammontano a circa 34 milioni di franchi all’anno.
L’accordo consente alla Svizzera l’accesso a tutti i segnali e la presenza nei relativi consessi. In compenso, la Confederazione parteciperà al finanziamento dei costi annuali con un contributo di circa 27 milioni di euro (pari a circa 34 milioni di franchi), determinato in base a un calcolo sul PIL.
L’intesa ha una durata illimitata nel tempo, ma potrà essere disdetta in qualsiasi momento da entrambe le parti con un preavviso di sei mesi.
E’ importante porre in evidenza che la decisione non è stata presa all’umanità, in quanto la miniranza teme che questo accordo comportti un maggiore legame con l’Unione Europea.
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La collaborazione svizzera nella produzione di Ariane

La Ruag ha firmato un contratto del valore di oltre 100 milioni di franchi con l’Arianespace. per la fornitura della struttura di protezione per equipaggiare la punta dei razzi Ariane 5 fino al 2019.
L’impresa, di proprietà della Confederazione elvetica avrebbe iniziato la costruzione ad Emmen (Canton Lucerna) del sito di produzione che dal 2016 fornirà le ogive.
Gli investimenti sarebbero dell’ordine di 33 milioni di franchi.
La divisione spaziale del gruppo  ha un volume d’affari di 300 milioni di franchi.
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“La nettezza dello Spazio”

Sempre più sentito è il problema della raccolta d’immondizia nello spazio.
Non potrebbe essere diversamente se si pensac he potrebbero esserci circa 25.000 oggetti di almeno cinque centimetri di diametro che ruotano attorno alla Terra, di cui solo 16.000 attualmente catalogati (probabilmente perché gli altri sono protetti da segreti militari).
Ricercatori dell’università di Losanna hanno realizzato un braccio bionico provvisto di articolazione, in grado di intercettare i detriti rilasciati nello spazio dai satelliti in orbita.
In questo modo sarà possibile recuperare i piccoli oggetti che ruotano attorno alla Terra, grazie ad una collaborazione con l’Agenzia spaziale europea (Esa
Auspichiamo tutti che questo progetto di nettezza spaziale diventi operativo
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Confederazione elvetica: un satellite scientifico presto in orbita.

Entro la fine del 2017 sarà in orbita capace di svelare i segreti dei pianeti al di fuori del sistema solare.
Si tratta del progetto svizzero CHEOPS coordinato dall’Università di Berna. Il satellite verrà costruito in Spagna o nel Regno Unito e testato e provato in Svizzera.
Il satellite dal peso di 200  chili sarà dotato di un telescopio lungo 1,5 metri con un diametro di 30 centimetri e sarà posizionato in un’orbita di 800 chilometri.
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Lanciatori svizzeri per minisatelliti

Si sta affermando in Svizzera una nuova compagnia aerospaziale che confida nel mercato dei minisatelliti e per questo motivo ha manifestato interesse a collaborare con  l’agenzia spaziale russa.
La società si chiama Swiss Space System (S3) ed è pronta a realizzare un sistema di lancio  in grado di portare in orbita satelliti  di un peso massimo di 250 chilogrammi  ad un prezzo di circa 11,3 milioni di euro. cioè circa di 4 volte inferiore ai prezzi del mercato corrente.
La compagnia elvetica si avvarrà anche della collaborazione dell’Università di Mosca e di alcune compagnie spaziali russe.
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