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Israele: i privati vanno sulla Luna.

 

 L’azienda privata SpaceIL ha annunciato il progetto di lancio di un veicolo spaziale isaraeliano verso la Luna.
La navicella, che pesa 585 chili e non prevede ospiti a bordo, dovrebbe raggiungere il suolo del satellite della Terra il 13 febbraio del 2019.
Il mezzo spaziale che avrà la missione di studiare le onde magnetiche lunari sarà lanciato con un  vettore di Space X.. Ma prima ancora, avrà come obiettivo, quello di fissare al suolo una bandiera israeliana.
 SpaceIl ha preso parte al progetto in collaborazione con Israel Aerospaces Industries, il più grande gruppo aeronautico pubblico israeliano.

Tutto con un costo di circa 95 milioni di dollari.

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Workshop Italia-Israele sulle nanotecnologie.

E’ in corso in questi giorni a Roma  presso l’ASI il workshop Italo israeliano sulle nanotecnologie
I nanosatelliti e le relative tecnologie sono considerati  di rilevante importanza nel settore spaziale per le numerose applicazioni che possono essere utilizzate nelle missioni.
Il workshop si tiene sotto l’egida dell’Asi e dell’Israeli Space Agency e vede la
collaborazione dell’Università di Roma “La Sapienza” e del Technion Israel
Institute of Technology.
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In orbita satelliti dalle dimensioni di una scatola di scarpe. Ci pensa Israele.

 

Si  apprende che l’Università di Tel Aviv ha realizzato un nuovo centro spaziale per la creazione e il lancio di satelliti speciali, dalle dimensioni di una scatola da scarpe. L’obiettivo è la ricerca scientifica per monitorare l’inquinamento atmosferico, le telecomunicazioni, la salute delle foreste tropicali e le tecnologie agricole.
 I mini-satelliti appositamente progettati per rispondere a specifiche domande scientifiche, saranno realizzati da esperti e ingegneri in collaborazione con professori e studenti dellUniversità di Tel Aviv..
 Molrti saranno i campi di applicazione come il monitoraggio ambientalel’inquinamento atmosferico;
il monitoraggio delle foreste tropicali;iceberg polari o migrazione agricoltura;reti di comunicazione;
geofisica, geografia, ricerca atmosferica, meteorologia, biologia,medicina
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Esperimenti israeliani in vista di una missione su Marte.

Si apprende che Israele , nell’obiettivo di una futura missione su Marte, ha appena completato un esperimento di simulazione nel deserto del Negev durato ben quattro giorni .
Gli esperimenti hanno avuto luogo vicino a Mitzpe Ramon, luogo particolarmente arido e dalla conformazione geologica rosso-arancio, caratteristiche queste che lo rendono ambiente affine a Marte.
Questo progetto, finanziato congiuntamente dall’Agenzia Spaziale Israeliana e dal Ministero Israeliano per la Scienza, la Tecnologia e lo Spazio, ha lo scopo di contribuire alla ricerca per la pianificazione di una futura missione con equipaggio, ma soprattutto di rafforzare l’interesse pubblico alla materia.
 La missione israeliana è una delle numerose “spedizioni” su Marte che si svolgono in tutto il mondo, ma la prima di molte missioni pianificate che si terranno all’interno del progetto D-MARS (Desert Mars Analog Ramon Station).
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Ben presto un accordo speciale tra ESA ed Israele.

 Come riferiscono i giornali israeliani si va verso una partecipazione straodinaria di Israele all’agenzia spaziale europea.
Lo dice autorevolmente il Direttore Generale dell’Agenzia spaziale europea, anche a nome dei Paesi Membri.
Ben presto Israele potrebbe assumere un ruolo analogo a quello che il Canada assume nell’ambito dell’Agenzia, diverso da quello di semplice accordo di cooperazione  di Bulgaria, Cipro, Lituania e Malta.
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Accordi e disaccordi nel Medio Oriente. Anche in campo spaziale?

Chi avrebbe mai preconizzato soltanto qualche anno fa accordi formai o sottobanco tra Israele ed Arabia Saudita?
Eppure sembra così.
I regimi di Tel Aviv e Riyadh non mantengono, come è noto, ufficialmente relazioni diplomatiche. Tuttavia,secondo informazioni di stampa, la cooperazione militare e di intelligence registra già “maggiori progressi”. Negli ultimi anni, secondo diversi rapporti, i sauditi avrebbero tenuto incontri e contatti informali  con le autorità israeliane per incoraggiare la creazione di relazioni diplomatiche.
Si va dunque verso la normalizzazione dei rapporti e non ci meraviglieremmo se il satellite spia italo-israeliano possa essere utilizzato un domani anche dai sauditi per fronteggiare l’Iran, beninteso con la benedizione di Trump.

Insomma gli scenari delle collaborazioni potrebbero mutare rapidamente.

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Fra giorni in orbita OPSAT realizzato da Israele per la Difesa italiana.

Nella prossima settimana Israele lancerà in orbita ben due satelliti.
Il primo è OPSAT 3000 progettato e realizzato per utilizzazione da parte del Ministro della Difesa italiano.
Si ricorda che l’acquisizione del satellite da parte italiana è stata formalizzata  con l’accordo di cooperazione  militare Itsli-Israele firmato a Roma nel Luglio 2012.
Oltre al’OPSAT 3000 l’accordo ha previsto la fornitura alle forze armate israeliane di 30 velivoli da addestramento prodotti da Alenia Aermacchi (1 miliardo di dollari)
Il secondo è Venus dedicato al telerilevamento è realizzato in cooperazione con il Ministero della scienza e tecnologia francese.
Entrambi i satelliti saranno lanciati con il Vega.
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Il Vietnam rafforza il settore spaziale con la collaborazione di Israele.

Osservazione della terra, industria spaziale e costruzioni di satelliti sono i temi dell’accordo tra Israele ed il Vietnam sottoscritti recentemente dai due Paesi.
Il Vietnam non è nuovo alle attività spaziali avviate negli anno ’80 del secolo scorso con l’aiuto dell’Unione Sovietica. e continuate successivamente con la collaborazione francese.
A quel tempo fu lanciato anche il satellite VNRED-Sat1 dedicato alle osservazioni della Terra.
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Israele ed India: al via calorosi rapporti anche per il lancio di un nano-satellite.

In questi giorni per la prima volta un primo Ministro Indiano si reca in visita ufficiale in Isralele e lo fa per sancire calorosi rapporti soprattutto in campo tecnologico ed industriale.
Sono stati ratificati decine di nuove iniziative economiche con l’India per 280 milioni di shekel (più di 70 milioni di euro).
Si apprende che molte di queste iniziative, che coinvolgono undici ministeri, mirano a superare le barriere che attualmente ostacolano gli affari con l’India, ad esempio con la nomina di consulenti che aiutino gli esportatori israeliani a penetrare nel mercato indiano e la stipula di assicurazioni sull’export a protezione degli investimenti.
La decisione principale del governo è comunque  la creazione di un fondo per l’innovazione di 40 milioni di dollari che incoraggerà la cooperazione fra i due paesi nel settore dell’hi-tech.
 La Israel Aerospace Industries ha recentemente annunciato che unirà le forze con l’indiana Dynamic Technologies Ltd. per sviluppare veicoli aerei senza equipaggio (droni) per il mercato indiano.
 Anche le industrie israeliane della difesa hanno firmato importanti accordi per la fornitura all’India di missili a medio raggio e sistemi di difesa anti-missilistica, mentre i progettisti israeliani hanno utilizzato la tecnologia spaziale indiana, conosciuta in tutto il mondo per i suoi bassi costi e l’alta qualità, per il lancio di un nano-satellite.
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Presto in orbita il satellite israeliano di monitoraggio ambientale.

Si chiama Venere e si tratta del primo satellite israeliano per la ricerca ed il monitoraggio ambientale.

Sarà presto lanciato con un vettore Ariane dalla base spaziale della Guyana francese. ed è il frutto della collaborazione  fra Israel Aircraft Industries, le società israeliane Elbit e Ra fael e il CNES francese
Tra i suoi obiettivi ufficiali  vi è il monitoraggio delle aree agricole.
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