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Tedeschi ed Israeliani studiano le nuvole con l’ausulio di dieci micro satelliti.

 

Dieci satelliti, ognuno del peso di tre chilogrammi e delle dimensioni di una scatola da scarpe, in pochi anni entreranno in orbita per iniziare a colmare alcune lacune in merito a quanto sappiamo delle nuvole e del loro ruolo nel clima.
Ebbene a guidare questo progetto interdisciplinare, unico nel suo genere, sono tre ricercatori: due israeliani e un tedesco.
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Riduzione di perdite d’acqua potabile grazie ad una start up israeliana.

Uno dei problemi più sentiti sulla terra è quello relativo agli sprechi idrici.
Ebbene grazie ad una tecnologia israeliana è possibile rilevare le perdite d’acqua potabile  delle reti idriche.

Il sistema è stato brevettato  dalla startup Utilis  e si si basa sull’analisi delle immagini acquisite da un sistema radar ad apertura sintetica (SAR) montato su un satellite.
Il metodo, utilizzato in tandem con i dispositivi acustici tradizionali, può triplicare l’efficienza di rilevamento delle perdite.
 Il satellite, che si trova a 638 km di altezza, consente di catturare immagini di grandi dimensioni su una superficie di 3500 chilometri quadrati. Le immagini grezze dell’area interessata, vengono lavorate dal sistema Utilis mediante analisi algoritmica e correzioni radiometriche, per rendere possibile la visualizzazione delle potenziali perdite in rapporti GIS user friendly che ne mostrano l’esatta posizione sul territorio.
 Il satellite è in grado di localizzare le perdite grazie ad un sistema complesso che riesce a distinguere l’acqua potabile, contenente cloro, dall’acqua presente per motivi naturali nel sottosuolo e non derivante da perdite della rete idrica.
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E’ pronta al lancio la sonda israeliana sulla Luna.

 Gli scienziati israeliani stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli di SpaceIL, prima sonda spaziale israeliana destinata ad atterrare sulla Luna. All’interno una vera e propria “capsula del tempo” con 3 dischi digitali contenenti migliaia di file: disegni di bambini, canzoni nazionali e un opuscolo sull’Olocausto, destinati a restare eterni.
 Con un costo che sfiora i 100 milioni di dollari la sonda,  dal peso iniziale di soli 585 chilogrammi. avrà anche una funzione scientifica perché avrà a bordo strumenti per misurare il campo magnetico della Luna. La sonda è estremamente piccola e leggera,
  Ancora non è stata decisa la data definitiva del lancio che comunque dovrebbe avvenire entro il mese di febbraio 2019 dalla base spaziale americana della Nasa a Cape Canaveral, in Florida.
Se tutto andrà bene, Israele sarà il quarto Paese, dopo Stati Uniti, Russia e Cina a raggiungere il suolo lunare.
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Israele: i privati vanno sulla Luna.

 

 L’azienda privata SpaceIL ha annunciato il progetto di lancio di un veicolo spaziale isaraeliano verso la Luna.
La navicella, che pesa 585 chili e non prevede ospiti a bordo, dovrebbe raggiungere il suolo del satellite della Terra il 13 febbraio del 2019.
Il mezzo spaziale che avrà la missione di studiare le onde magnetiche lunari sarà lanciato con un  vettore di Space X.. Ma prima ancora, avrà come obiettivo, quello di fissare al suolo una bandiera israeliana.
 SpaceIl ha preso parte al progetto in collaborazione con Israel Aerospaces Industries, il più grande gruppo aeronautico pubblico israeliano.

Tutto con un costo di circa 95 milioni di dollari.

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Workshop Italia-Israele sulle nanotecnologie.

E’ in corso in questi giorni a Roma  presso l’ASI il workshop Italo israeliano sulle nanotecnologie
I nanosatelliti e le relative tecnologie sono considerati  di rilevante importanza nel settore spaziale per le numerose applicazioni che possono essere utilizzate nelle missioni.
Il workshop si tiene sotto l’egida dell’Asi e dell’Israeli Space Agency e vede la
collaborazione dell’Università di Roma “La Sapienza” e del Technion Israel
Institute of Technology.
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In orbita satelliti dalle dimensioni di una scatola di scarpe. Ci pensa Israele.

 

Si  apprende che l’Università di Tel Aviv ha realizzato un nuovo centro spaziale per la creazione e il lancio di satelliti speciali, dalle dimensioni di una scatola da scarpe. L’obiettivo è la ricerca scientifica per monitorare l’inquinamento atmosferico, le telecomunicazioni, la salute delle foreste tropicali e le tecnologie agricole.
 I mini-satelliti appositamente progettati per rispondere a specifiche domande scientifiche, saranno realizzati da esperti e ingegneri in collaborazione con professori e studenti dellUniversità di Tel Aviv..
 Molrti saranno i campi di applicazione come il monitoraggio ambientalel’inquinamento atmosferico;
il monitoraggio delle foreste tropicali;iceberg polari o migrazione agricoltura;reti di comunicazione;
geofisica, geografia, ricerca atmosferica, meteorologia, biologia,medicina
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Esperimenti israeliani in vista di una missione su Marte.

Si apprende che Israele , nell’obiettivo di una futura missione su Marte, ha appena completato un esperimento di simulazione nel deserto del Negev durato ben quattro giorni .
Gli esperimenti hanno avuto luogo vicino a Mitzpe Ramon, luogo particolarmente arido e dalla conformazione geologica rosso-arancio, caratteristiche queste che lo rendono ambiente affine a Marte.
Questo progetto, finanziato congiuntamente dall’Agenzia Spaziale Israeliana e dal Ministero Israeliano per la Scienza, la Tecnologia e lo Spazio, ha lo scopo di contribuire alla ricerca per la pianificazione di una futura missione con equipaggio, ma soprattutto di rafforzare l’interesse pubblico alla materia.
 La missione israeliana è una delle numerose “spedizioni” su Marte che si svolgono in tutto il mondo, ma la prima di molte missioni pianificate che si terranno all’interno del progetto D-MARS (Desert Mars Analog Ramon Station).
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Ben presto un accordo speciale tra ESA ed Israele.

 Come riferiscono i giornali israeliani si va verso una partecipazione straodinaria di Israele all’agenzia spaziale europea.
Lo dice autorevolmente il Direttore Generale dell’Agenzia spaziale europea, anche a nome dei Paesi Membri.
Ben presto Israele potrebbe assumere un ruolo analogo a quello che il Canada assume nell’ambito dell’Agenzia, diverso da quello di semplice accordo di cooperazione  di Bulgaria, Cipro, Lituania e Malta.
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Accordi e disaccordi nel Medio Oriente. Anche in campo spaziale?

Chi avrebbe mai preconizzato soltanto qualche anno fa accordi formai o sottobanco tra Israele ed Arabia Saudita?
Eppure sembra così.
I regimi di Tel Aviv e Riyadh non mantengono, come è noto, ufficialmente relazioni diplomatiche. Tuttavia,secondo informazioni di stampa, la cooperazione militare e di intelligence registra già “maggiori progressi”. Negli ultimi anni, secondo diversi rapporti, i sauditi avrebbero tenuto incontri e contatti informali  con le autorità israeliane per incoraggiare la creazione di relazioni diplomatiche.
Si va dunque verso la normalizzazione dei rapporti e non ci meraviglieremmo se il satellite spia italo-israeliano possa essere utilizzato un domani anche dai sauditi per fronteggiare l’Iran, beninteso con la benedizione di Trump.

Insomma gli scenari delle collaborazioni potrebbero mutare rapidamente.

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Fra giorni in orbita OPSAT realizzato da Israele per la Difesa italiana.

Nella prossima settimana Israele lancerà in orbita ben due satelliti.
Il primo è OPSAT 3000 progettato e realizzato per utilizzazione da parte del Ministro della Difesa italiano.
Si ricorda che l’acquisizione del satellite da parte italiana è stata formalizzata  con l’accordo di cooperazione  militare Itsli-Israele firmato a Roma nel Luglio 2012.
Oltre al’OPSAT 3000 l’accordo ha previsto la fornitura alle forze armate israeliane di 30 velivoli da addestramento prodotti da Alenia Aermacchi (1 miliardo di dollari)
Il secondo è Venus dedicato al telerilevamento è realizzato in cooperazione con il Ministero della scienza e tecnologia francese.
Entrambi i satelliti saranno lanciati con il Vega.
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