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CNR: il comgresso internazionale di medicina aeronautica e spaziale.

Si svolgerà a Roma, dall’11 al 14 settembre 2017, presso il Consiglio naziole delle Ricerche, il 65° Congresso Internazionale di Medicina Aeronautica e Spaziale  che prevede la partecipazione di più di 400 scienziati ed esperti del settore aeromedico provenienti da oltre 80 Paesi.
Saranno affrontati i problemi connessi    alla qualità della vita dei passeggeri che viaggiano quotidianamente a bordo degli aerei commerciali con riferimento ai problemi aeromedici dei professionisti del settore, piloti ed equipaggi, militari e civili.
 Una sessione sarà dedicata alla Cardiologia aeronautica ed alla valutazione del rischio aeromedico nel volo di piloti ed equipaggi, legato alle patologie cardiovascolari che oggi, nel mondo occidentale, sono la prima causa di morte nella popolazione generale.
Il Congresso è stato preceduto, il giorno 10 settembre, dall’inaugurazione della mostra “Cieli Futuristi” dedicata al movimento denominato Aeropittura, molto attivo negli anni ’30 del secolo scorso, che si terrà nei saloni di rappresentanza di Palazzo Aeronautica per tutta la durata del Congresso.
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Ricorrono 40 anni dal lancio del SIRIO ad opera del CNR. Vi sarà una celebrazione ufficiale da parte del CNR?

40 anni fa  e per la precisione il 26 agosto 1977 l’Italia lanciava il suo primo satellite per telecomunicazioni Sirio. Il lancio avvenne dal Kennedy Space Center a Cape Canaveral, in Florida, con un razzo Delta.
 Il coordinamento fu ad opera del CNR   con la collaborazione della Compagnia Industriale Aerospaziale, un consorzio che riuniva le principali aziende del comparto.
Il satellite era stato progettato per avere una vita operativa di due anni, ma rimase attivo per otto anni, fino al 1985.
Rappresenta dunque un vanto per il CNR ed il suo Servizio Attività spaziali  che costituì dal 1988 l’asse portante dell’agenzia spaziale.
E’ prevista una celebrazione della ricorrenza da parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche?
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Istituto del CNR: distrazione di fondi secondo la Procura di Napoli.

Vi ricordate la trasmissione di Report sulle possibili distrazioni di fondi  di un istituto napoletano del CNR?
Lo scalpore fu grande.
Ormai è avviata un’indagine della Procura di Napoli  che ha portato  ad arresti e perquisizioni nei confronti di dipendenti dell’istituto.
Secondo quanto si apprenda dalla stampa un dipendente dell’istituto che stava anche per fuggire all’estero avrebber utilizzato a fini personali fondi Cnr di circa un milione di euro i per acquistare e rivendere materiale informatico, per ristrutturare casa e per comprare giochi e castelli gonfiabili da collocare in una ludoteca.
Nella vicenda assai scabrosa per il CNR sarebbe indagato ( associazione a delinquere?) anche il Direttore Generale del CNR.
Verrebbe il caso di domandarsi: dove vanno a finire i soldi della ricerca.
Non è il primo caso avvenuto.
Ma il massimo Ente di ricerca si costituirà parte civile?
Ce lo domandiamo perche ne processo in corso a Roma a carico dell’ex Presidente dell’Agenzia Spaziale, non vi è stata alcuna costituzione di parte civile da parte dell’ASI.
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Una commissione nel CNR per la trasparenza.

Si apprende che all’inizio del mese in corso( anche dopo i fatti messi in evidenza dalla trasmissione Report), il Presidente del CNR ha istituito una  ”Commissione di studio per l’efficienza e la trasparenza delle procedure amministrative del CNR” allo scopo di coadiuvare il Presidente “nell’individuazione delle soluzioni più opportune per assicurare l’efficienza e la trasparenza delle procedure amministrative” del CNR, “nel pieno rispetto degli accertamenti da parte dell’Organo di controllo interno e delle indagini in corso da parte della Magistratura
La Commissione, della quale fanno parte il prof. Giovanni Maria Flick (Emerito di Diritto Penale e Presidente Emerito della Corte Costituzionale), il prof. Bernardo Giorgio Mattarella (Ordinario di Diritto Amministrativo) e l’avv. Gabriella Palmieri (Vice Avvocato Generale dello Stato), avrà il compito di studiare proposte e fornire suggerimenti al Presidente in merito alla “elaborazione di nuove regole per l’adeguamento dei nuovi regolamenti”, i quali “dovranno rispondere a nuovi criteri di efficienza ed efficacia e dovranno prevedere procedure improntate a tempestività, trasparenza e correttezza dell’azione amministrativa, nel pieno rispetto delle vigenti normative”.
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La relazione della Corte dei Conti sul CNR per l’anno 2015.

Sembrano essere cadute nel dimenticatoio le notizie a dir poco sconvolgenti rivelate da una puntata di report ( vedi nostro articolo).
Fino ad oggi non ha avuto alcuna reazione la richiesta di una commissione d’inchiesta avanzata da un deputato di cinque stelle sul delicato e scivoloso argomento.
Intanto come al solito la Corte di conti produce le telazioni sui rendiconti gestionali e lo fa anche per il CNR. (si tratta tuttavia soltanto del 2015).
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La Ministra Fedeli chiede chiarezza sui fatti del CNR denunciati da Report.

I gravi fatti accaduti nel CNR, riportati da Report hanno scosso La Ministra del MIUR:
Si apprende dal sito del MIUR infatti quanto segue:
“Non appena informata del servizio, esercitando i nostri poteri di vigilanza, ho chiesto al presidente Massimo Inguscio di attivarsi subito perché si possa fare piena chiarezza su quanto realmente accaduto e di informarmi al riguardo. Di fronte ad accuse come quelle emerse nel corso della trasmissione televisiva di ieri bisogna essere tempestivi e dare risposte esaustive”. Sottolineando “la totale fiducia nel ruolo della magistratura”, la Ministra ha aggiunto: “la massima trasparenza è d’obbligo anche a tutela dell’immagine del Cnr”.
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Il CNR va in cura dimagrante.

Si apprende che ad  un anno dall’insediamento del nuovo board del Cnr, con Massimo Inguscio presidente, e del nuovo direttore generale, Massimiliano Di Bitetto,si avvii una radicale riorganizzazione delle strutture di ricerca dell’ente.
La ristrutturazione riguarderà in particolare la razionalizzazione delle sedi secondarie di alcuni Istituti CNR.
Sarebbero proposte ad esempio tra le alte misure la soppressione della sede secondaria di Trento dell’istituto di biofisica con confluenza nella sede di Genova,, la soppressione della sede  secondaria di Roma dell’istituto di farmacologia ed a Roma la razionalizzazione di Roma Tor Vergata  e Montelibretti dell’istituto dei sistemi complessi.
Sono soltanto esempi delle prossime sforbiciate.
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Nuovo statuto del CNR: ricorso ad avvocati del libero foro. Accadrà anche in ASI?

Si attende a presto la modifica statutaria del CNR in cui si prevede una“rivoluzione” nell’articolazione dell’amministrazione centrale, con l’abolizione delle direzioni centrali e degli uffici dirigenziali di secondo livello.
 Si prospetta altresì la possbilità di ricorrere non solo all’Avvocatura dello Stato, ma anche al “patrocinio di dipendenti in possesso delle necessarie abilitazioni professionali e di avvocati del libero foro nei termini stabiliti dai regolamenti”.
Si adeguerà anche l’ASI il cui statuto è stato rinnovato nel 2016?
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Il Presidente del CNR delega parte dei suoi poteri.

Non era mai accaduto, ma vi è sempre una prima volta.
Si ha notizia infatti che il Presidente del CNR, Massimo Inguscio ha delegato ai consiglieri Gloria Saccani Jotti, Tommaso Edoardo Frosini e Roberto Lagalla il compito di vigilare e sovrintendere il corretto svolgimento delle attività dell’ente, con attività di studio, analisi e trattazione delle problematiche relative agli Istituti del CNR, con la finalità di evidenziarne le criticità e proporre soluzioni operative idonee al loro superamento.
 Le 3 deleghe riguardano rispettivamente gli istituti afferenti alle scienze biomediche, quelli connessi alle Scienze Umane e Sociali, patrimonio culturale ed infine gli istituti collocati nel meridione.
E’ inutile dire che sono molte le polemiche al riguardo.
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Il CNR ha il nuovo direttore generale.

Si tratta di Massimiliano Di Bitetto, che  fino ad ora con l’insediamento del Presidente Inguscio è stato direttore fance funzioni per tre mesi.
Di Bitetto aveva come competitori un candidato inteno, terno, il direttore centrale Alessandro Preti che, già in passato, aveva tentato senza successo la scalata all’ambitissima poltrona, ed  uno esterno, Laura Proietti, già direttrice generale dell’Inea.
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