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Ariane 5 va alla grande :4 satelliti Galileo in orbita.

Il razzo Ariane 5 per la prima volta ha portato in orbita quattro satelliti del sistema di navigazione europeo Galileo.
Il decollo  è avvenuto dalla base europea di Kourou (Guyana Francese) ed è stato promosso dalla Commissione europea con la realizzazione dell”Agenzia Spaziale Europea (Esa).
  Saranno necessari circa 10 giorni per permettere ai satelliti di posizionarsi correttamente nello spazio.
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Audizione pubblica del Presidente dell’ASI al Parlamento dell’Unione Europea.

Il Presidente dell’ASI è intervenuto in un’audizione  pubblica del Comitato Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento Europeo.
A giudizio di Battiston quattro sono gli elementi della strategia sulla quale dovrebbe puntare l’Europa dello spazio e precisamente:
 .Massimizzare le ricadute delle attività spaziali utili per la società e per l’economia europea, incoraggiare innovazione e competitività in Europa,
consolidare l’autonomia nell’accesso allo spazio e nel suo utilizzo,
 rafforzare il ruolo dell’Europa nella promozione della cooperazione internazionale.  ( vedi sito dell’ASI).
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Presto un polo europeo per nuove tecnologie per la difesa ad Ispra?

Si sta consolidando l’ipotesi di un polo europeo per sviluppare nuove tecnologie per la difesa, utili a contrastare il terrorismo, nei laboratori del Centro comune di ricerca (Ccr) di Ispra..
  Il progetto è stato avviatocon l’approvazione da parte della commissione Industria dell’Europarlamento del parere sulla difesa Ue.
 Il provvedimento verrà discusso a novembre nella plenaria dell’Europarlamento. Poi approderà nel Consiglio europeo, che riunisce i capi di Stato dell’Ue.
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A presto un capitolo di spesa europea per la ricerca militare.

Sono in allerta le organizzazioni pacifiste.
L’ Unione europea, per la prima volta nella storia, è sul punto di inserire, a partire dal bilancio 2017, un capitolo di spesa per finanziare la ricerca militare e lavorare sulle tecnologie militari.
La Commissione europea infatti , guidata da Jean-Claude Juncker, decide di creare un piccolo team che lavori sul punto e sulla necessità (o meno) di predisporre un finanziamento per la ricerca armata.
Dei 16 membri complessivi, come denunciato in un report realizzato dall’Enaat (European Network Against Arms Trade),  ben 9 sarebbero appartenenti ad industrie belliche.
Si parla tra gli altri  di Finmeccanica,Airbus group, Indra ( veicoli militari). Bae aziena brittanica ( come incide la Brexit?) e Saab.
Pacifisti ed appartenenti alla Rete per il disarmo protestano.
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Presto un nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati personali.

Presto gli organismi pubblici europei dovranno prevedere prevista una nuova figura professionale obbligatoria e cioè il Responsabile per la protezione dei dati personali (Data Protection Officer).
Si tratta di un supervisore indipendente che sarà designato da soggetti apicali sia dalle pubbliche amministrazioni che in ambito privato. Sarà pertanto obbligatorio nelle pubbliche amministrazione e negli enti pubblici, in ambito privato sarà obbligatorio nel settore sanitario e per gli operatori economici.
La normativa riguarderà dunque anche l’agenzia spaziale italiana.
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Unione Europea:via libera all’operazione Airbus Safran.

Come anticipammo qualche mese fa da parte della  commissione europea era stata avviata un’indagine antitrustsull’operazione  di acquisizione  di Arianespace da parte di Airbus Safran Launcher.
Ebbene, a quanto ci risulti, l’indagine sarebbe stata ultimata concedendo l’autorizzazione all’operazione di integrazione di Ariane Space  da parte di Aitbus e Safran.
Come fu rilevato i primi a potere subire un danno dalla nuova operazione potrebbero essere gli italiani. Fra i concorrenti dei lanciatori di ASL si pone infatti soprattutto il lanciatore “medio” Vega, sviluppato da ELV (European Launch Vehicle) società al 70% della Avio (81% Cinven, 14% Finmeccanica e 5% ai manager) e al 30% dell’Agenzia Spaziale Italiana.
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La risoluzione del Parlamento europeo dell’8 giugno 2016 sulle capacità nel settore spaziale per la sicurezza e la difesa europea.

Diffondiamo il testo della Risoluzione del Parlamento europeo dell’8 giugno 2016 sulle capacità nel settore spaziale per la sixurezza e la difesa europe.
A nostro parere si tratta di un testo farraginoso,lunghissimo e di difficile interpretazione che probabilmente non porterà ad alcuna concretezza,
Sono, a nostro parere, i soliti documenti della burocrazia europarlamentare che tenta di mettere d’accordo un coacervo di Paesi.

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Il Ministro Giannini auspica l’utilizzazione di Copernico e Galileo per la gestione dei flussi migranti.

Il Ministro del MIUR Stefania Giannini, a Bruxelles al termine del consiglio dell’Unione Europeo della competitività dedicato a spazio e ricerca pone in evidenza la necessità di utilizzare al meglio i dati raccolti dai programmi spaziali e satellitari europei, Copernico e Galileo, per migliorare la vita quotidiana e le attività economiche, dall’agricoltura ai beni culturali, ma anche alla gestione del flusso dei migranti.
L’Italia, è bene ricordarlo è uno dei massimi contributori di questi programmi con il 10% di risorse” su oltre 10 miliardi di investimenti fatti.
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L’influenza del Brexit sull’ESA.

Cosa accadrà nel settore aerospaziale europeo, se passa la linea  dei pro Brexit nel prossimo referendum del Regno Unito?
E’ una domanda difficile che si pongono molti anche nell’agenzia spaziale europea di cui il Regno Unito è Stato membro.
Gli ottimisti pensano che poco o nilla accadrà perchè l’ESA è un’istituzione distinta dall’Unione Europea.
Qualunque previsione è azzardata e comunque prematura, perchè non si esclude a nostro giudizio, che la politica inglese del Brexit   miri anche a strappare ulteriori concessioni e privilegi.
Infatti sarebbe estremamente pericoloso per l’Unione Europea perdere per strada  la Gran Bretagna.
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La Commissione europea tenta di definire una strategia spaziale per l’Europa.

Sono in corso di definizione  le priorità politiche e le opportunità del settore spaziale in Europa
Entro il 12 luglio prossimo saranno consultate le autorità pubbliche statali, le industrie  comprese le piccole e medie industrie, gli organismi di ricerca universitari, gli utilizzatori e esperti dl settore spaziale.
Uscirà qualcosa di concreto e veramente realizzabile a livello europeo che non trovi contrasto dai singoli Stati e dall’Agenzia Spaziale Europea?
Dubitiamo fortemente, in considerazione della situazione di crisi dell’Unione Europea dove soltanto alcuni Paersi ne traggono vantaggio e non certamente l’Italia.

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