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Anche l’ESA apre ai voli spaziali commerciali.

 

Al pari di quanto sia stato fatt dalla NASA, anche l’ESA mette in campo il programma  commerciale denominato Commercial Space Transportation Services and Support (C-STS).
L’intenzione è quella di offrire a qualunque realtà privata la possibilità di affidarsi alle competenze e alle infrastrutture ESA per raggiungere lo spazio e lì condurre il proprio business. Pensiamo ad esempio ai tanti progetti legati alla messa in orbita di satelliti destinati agli impieghi più disparati  senza dimenticare l’interesse che si sta muovendo nei confronti del turismo spaziale, ormai quasi una realtà.
In tale ambito il Regno Unito ne ha già messo in cantiere uno, il primo del vecchio continente, localizzato in un’area remota della Scozia: verrà utilizzato, tra gli altri, dalla statunitense Lockheed Martin. Altri saranno realizzati successivamente nella Cornovaglia, nella Contea di Argyll e nel Galles.
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Un direttore generale dell’ESA italiano: l’obiettivo è ambizioso, ma percorribile.

Tutti ricordano il  direttore generale dell’ESA Antonio Rodotà, purtroppo morto alcuni anni fa.
E’ stato  un direttore generale validissimo,la cui competenza è stata ampiamente riconosciuta all’unanimità  in ambito internazionale.
A distanza di anni potremmo ritentare di avere un direttore generale italiano.
Per quanto sia dato sapere i giochi per  la scalata al vertice dell’ESA (anno 2021 od anche prima dovrebbero  già essere iniziati.
.I candidati in fondo vi sono e sono anche validi.
Soltanto che è necessario un Governo stabile per imporsi in  ESA.
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Il budget dell’ESA nel 2019: i dati aggregati.

 Il budget Esa  passa nel 2019  da 5,60 miliardi di euro del 2018 a 5,72 miliardi del 2019.
Nel dettaglio, i programmi di Osservazione della Terra si aggiudicano il 24,3% dei fondi, al secondo posto va  il trasporto spaziale con il 22,5%, al terzo la navigazione satellitare con il 13,1% e al quarto i programmi scientifici con il 9,2%.
L’Italia decresce nel suo contributo andando da  470 milioni di euro del 2018 a 420,2 del 2019, rimanendo il terzo Paese contributore dell’agenzia.
Questi sono dati ufficiali riportati anche nella conferenza stampa del Direttore Generale dell’ESA. ai primi di Gennaio 2019.
L’anno in sarà un anno cruciale per la preparazione della Ministeriale dell’ESA che si terrà a Siviglia alla fine dell’anno.
Temi caldi saranno quello dei lanciatori con lo sviluppo di Ariane 6 e Vega C, che rappresentano il futuro per l’autonomia europea per l’accesso allo spazio. e per cui saranno richiesti ulteriori finanziamenti ai paesi membri.
Sarà dedicata attenzione  anche al tema delle conseguenze della Brexit che comporterà decisioni importanti da prendere sulle aziende appaltatrici.
Il direttore generale dell’Esa, redigerà anche un accordo di partenariato in grado di definire con più chiarezza la le relazioni che intercorrono tra Esa e Unione Europea, che ha aumentato la partecipazione agli affari spaziali con il programma Galileo.
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ESA: il bando finanziato per innovazioni utili all’esplorazione spaziale.

Stati Uniti. Russia, Cina, Giappone, ed India sono in competizione per andare sulla Luna.
Anche l’Europa si prepara a raggiungere prresto il satellite della Terra..
Lo fa con l’ESA l’Europa che ha appena pubblicato il bando Metalysis-ESA Grand Challenge, che prevede un premio di 500.000 euro per le innovazioni utili all’esplorazione spaziale
Lo scopo  è incoraggiare le aziende europee a mettere a punto tecnologie per costruire basi lunari a partire dai materiali estratti sulla Luna.  considerate essenziali per contenere i costi delle future missioni umane sulla Luna.
L’iniziativa Esa Grand Challenge è parter integrante dell’impegno dell’Agenzia Spazio 4.0 per le competizioni che creano nuovi imprenditori europei e start-up basate sull’innovazione.
I campi principali di applicazione della  competizione includono la metallurgia, la lavorazione chimica, l’estrazione mineraria.
Le industrie  dovranno ideare sistemi basati sul processo inventato dalla compagnia britannica Metalysis Metalysis nel South Yorkshire, che ha sviluppato una tecnica che converte gli ossidi e i minerali raffinati direttamente in polveri di leghe metalliche utilizzate nella stampa 3D per l’industria aerospaziale, automobilistica e manifatturiera.
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Riunione interministeriale dell’ESA: il resoconto ufficiale.

La riunioe  dell’ESA  a livello interministeriale del 25 ottobre cm  è terminata.
Qui  di seguito il resoconto  da parte dell’ESA.
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Partecipazione italiana alla riunione dell’ESA: un nuovo Capo Delegazione.

 

Ogni delegazione che si rispetti ha un Capo delegaziome.
 Ebbene ,come si apprende da internet Stefano Gualandris,  Consigliere economico del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio  avrebbe  rappresentato il Governo Italiano come capo delegazione alla riunione interministeriale dell’ESA.
Tutto in perfetta applicazione della legge per lo spazio7 //2018 secondo cui le strategie spaziali nazionali afferiscono al Comitato interministeriale per lo Spazio di palazzo Chigi.
Auguri di buon lavoro!
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Previsto per il 20 ottobre la sonda europea ” Bepi Colombo”.

La sonda europea “BepiColombo” parte  verso Mercurio.
La missione è congiunta: italia e Giappone. il pianeta più vicino al Sole.
Per la prima volta una missione planetaria si avvarrà di due “orbiter” (“Bepi” dell’ESA e MMO, “Mio”, della Jaxa, dedicato allo studio della magnetosfera) che eseguiranno contemporaneamente misurazioni complementari in 3D muovendosi nello spazio intorno al pianeta.
Il decollo sarà reso possibile dal razzo Ariane 5.
Il Direttore generale dell’ESA pone in evidenza l’importanza della missione concepita da Giuseppe Colombo che  ha contribuito in modo efficace tra l’altro anche allo svuppo del settore spzìaziale italiano.
A proposito, fa qualcosa il centro di geodesia spaziale di Matera per mettere in rilielo l’importanza della missione?
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Francia e Germania hanno la primazìa nell’Unione Europea. …,ma anche in ESA dove l’Italia è il terzo Paese finanziatore.

Si acuisce la tensione tra Italia ed Unione Europea dove Francia e Germania sono dominanti.
Non è diversa la situazione nel distinto organismo europeo dell’Agenzia Spaziale Europee dove Francia e Germania sono le vere locomotive.
E l’Italia , tezo Paese finanziatore , conta qualcosa nella struttura di comando?
Ad oggi ha soltanto un direttore , quello dell’Estec in Olanda.
Ambiva ai Programmi scientifici e non li ha ottenuti, Anche alle osservazioni della terra ed ai Lanciatori. Neanche per questi ruoli  ha conquistato il direttorato.
Ambiva anche alla Direzione generale dell’Agenzia, ma è stata preferita dai Paesi Membri  la riconferma del Direttore Generale in carica.
Quello dell’ESA è dunque un delicato problema che il Comitato interministeriale per lo Spazio presieduto a Palazzo Chigi dal sottosegretario Giorgetti dovrà afforontare nella definizione delle linee guida spaziali del Paese.
Almeno si spera!
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Aeolus, il cacciatore dei venti, è in orbita.

 

Aeolus dell’ESA è stato lanciato.

E’ stato portato in orbita dal razzo Vega, costruito in Italia e studierà gli aspetti ambientali e climatici legati ai venti e tra  gli strumenti più all’avanguardia c’è Aladin (Atmospheric LAser Doppler INstrument):,
Si tratta di un lidar, ossia una sorta di radar che invia impulsi luminosi anziché radio e lo strumento che li trasmette, costruito negli stabilimenti della Leonardo a Campi Bisenzio e a Pomezia, è il più potente trasmettitore laser nell’ultravioletto mai costruito per un’applicazione spaziale.
Aeolus è un satellite scientifico le cui applicazioni future saranno fortemente innovative per la meteorologia

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Pronto al decollo il satellite Aeolus.

Il  21 agosto dal Centro spaziale dell’ESA di Kourou, nella Guyana francese, il piccolo lanciatore europeo Vega porterà in orbita il satellite Aeolus dell’Agenzia Spaziale Europea.
Si tratta del  primo satellite al mondo capace di misurare i venti
E’ tecnologicamente il piu’ avanzato mai progettato finora per l’osservazione della Terra ed al tewmpo stesso  renderà la previsioni meteorologiche molto piu’ precise, fino a un intervallo di sette giorni, e probabilmente oltre.
Trasporta uno degli strumenti più sofisticati che saranno mai messi in orbita: Aladin (Atmospheric LAser Doppler INstrument), un lidar, ossia una sorta di radar che invia impulsi luminosi anziche’ radio.
Lo strumento che li trasmette, costruito negli stabilimenti della Leonardo a Campi Bisenzio e a Pomezia, e’ il piu’ potente trasmettitore laser nell’ultravioletto mai costruito per un’applicazione spaziale.
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