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Un satellite interamente turco

Con il satellite TURKSAT-6A siamo ad una svolta.

Infatti sarà progettato e realizzato interamente in Turchia da TUBITAK, istituto di ricerca e tecnologia spaziale in collaborazione con TUSAS industraa turca aeronautica e spaziale.

Il satellite di telecominicazioni avrà un costo di 250 milioni di dollari e peserà 3,5 tonnellate.

La sua vita media sarà di 15 anni

Secondo le previsioni la Turchia nel 2020  avrà una rete satellitare di 7 satelliti di cui 3 interamente di produzione turca.

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Turchia: progetti faraonici in campo spaziale.

Non è nuova la Turchia per il suo impegno spaziale. Infatti  ( lo abbiamo già riferito in precedenti articoli)  ha sviluppato il satellite Gokturk che è stato lanciato  nel dicembre 2012 con un vettore cinese Lunga Marcia e con il coinvolgimento industriale di Thales Alenia Spazio e Telespazio.
Non è il solo satellite di telerilevamento: ad esso ne seguirà un altro che sarà lanciato nel 2014 mediante il lanciatore Vega.
La Turchia, comunque è pronta ad un salto di qualità e si è prefissata l’ambizioso obiettivo  di lanciare entro il 2025 ben 15 satelliti rispetto ai quatro attuali. Entro il 2023, anno del centenario della nascita della repubblica turca, dovrebbe essere costruito un lanciatore affidato al gruppo Roketsan.
Eè forte il coinvolgimento  industriale con la Thales Alenia Spazio e Telespazio.
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Gli 007 dallo spazio.

Lo spazio prolifera di satelliti spia che i francesi chianano satellites espions
Satelliti di sorveglianza statunitensi, russi vinesi ed indiani per stare alle maggiori potenze spaziali.
Ma anche satelliti turchi ed iraniani e per stare ai nostri giormi sistemi di spionaggio spaziali costruiti dai francesi per Narocco ed emirati arabi.
Perfino l’Azerbaijan lancerà nel 2016 un satellite ottico dper alta risoluzione
E dulcis in fundo. e già lo abbiamo scritto più volte, i satelliti spia israeliani.
E l’Italia? Non è da meno con il sistema duale Cosmo_Skymed e sopprattutto con il satellite spia comprato da Israele.
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Lo spionaggio satellitare

Il satellite turco Gok-Turk ha ormai completato il suo primo anno di vita ed ha acquisito , secondo quanto riportato da fonti turche, utilissime immagini ad alta risoluzione. Ciò preoccupa soprattutto Israele che teme azioni di spionaggio satellitare da parte della Turchia che potrebbe cedere informazioni utili ai Paesi ostili ad Israele.
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La collaborazione spaziale turco nipponica

La collaborazione spaziale in ambito internazionale è sovente un atout importante della politica estera nella cooprerazione tra Paesi.
Questo è il caso dell’intesa tra Turchia e Giappone.
Ne è testimomianza, come si apprende da organi di stampa turchi, la visita in questi giorni del Premier Turco  in Giappone presso il centro di produzione dellaMitsubishi Elctric company dove sono realizzati i due satelliti Turksat 4A e Turksat 4B.  che saranno dedicati  a offrire servizi di telecomunicazione e diffusione televisiva in Turchia, ,così come in Asia Centrale, Mediooriente ed Africa. Il primo satellite sarà  lanciato il 15 febbraio 2013  dalla base di lancio   in Kazakhstan con un razzo Proton.
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La Turchia programma di lanciare Il satellite Gokturk 3 nel 2019.

Nell’ambito dell’ambizioso programma spaziale a cui abbiamo accennato in un precedente post, sarà posizionato in orbita nel 2019 il satellite Gokturk 3
Si tratta  di un satellite di telerilevamento con sensori radar.
Entro quella data sarà realizzato anche il centro di lancio, in modo da rendere la Turchia completamente indipendente nei programmi spaziali.
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Godturk 2: il satellite turco di telerilevamento.

Démmo notizia in un precedente articolo dei piani spaziali della Turchia che sono diventati molto rilevanti in questi ultimi tempi a causa di una radicale riorganizzazione spaziale posta sotto il coordinamento del Ministero dei trasporti.

In questo contesto spaziale sempre più incisivo, la Turchia nei prossimi giorni lancerà il satellite di osservazione della Terra Gotkurk 2 da una base di lancio cinese.

Si tratta del primo satellite nazionale di osservazione della terra, realizzato dal consiglio per la ricerca scientifica e tecnologica (TUBITAK) e le industrie aerospaziali turche.

Gotkurk 2 che ha una risoluzione di 2,5 metri  sarà utilizzato per esigenze duali e cioè per le forze armate turche, nonche per altre istituzioni che necessitino di immagini satellitari per l’agricoltura, i trasporti e lo sviluppo urbano.

 

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I piani spaziali della Turchia.

E’ veramente ambizioso il programma spaziale della Turchia che ha pianificato  un piano di espansione che porti Ankara  ad avere entro il 2020 un numero consistente di satelliti in orbita.
Un passo decisivo verso questa direzione è stato compiuto, dando vita nel novembre scorso al direttorato della tecnologia spaziale  considerato l’embrione dell’agenzia spaziale turca del futuro.
Lo sforzo organizzativo è rilevante perché la Turchia sta mettendo ordine nel settore spaziale del Paese,che fino ad ora ha visto un alto numero di attori coinvolti nel progetto satellitare., come il Ministero dei Trasporti, l’operatore satellitare delle comunicazioni Turksat, il Ministero della Difesa  e l’istituto di ricerca statale Tubitak.
Ora dovrebbe tutto essere semplificato sotto l’unico coordinamento del Ministero dei Trasporti.
Ankara programma addirittura 17 satelliti entro il 2020 e le sue intenzioni vengono considerate molto serie dagli operatori spaziali tra cui la Fimneccanica impegnata  nello sviluppo e realizzazione del satellite militare turco Godturk dal costo di ben 242 milioni euro.
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Collaborazione spaziale turco.nipponica.

 

Abbiamo più volte dedicato attenzione ai programmi spaziali della Turchia di cui l’anno scorso è stata istituita un’ agenzia  dedicata alle attività spaziali.

Incentrammo l’attenzione sullo spinoso argomento della realizzazione del satellite Godturk che vede come primo contraente la Telespazio di cui sono purtroppo molto note le vicende occupazionali.

Il dato interessante che oggi sottolineiamo è quello relativo alla collaborazione spaziale tra Turchia e Giappone sulla base di un accordo sottoscritto alcuni mesi fa tra i due Paesi, In questo contesto. la società giapponese Mitsubishi ha firmato un accorso  con
Turksat A.S. per fornire due satelliti  Turksat 4-A e 4.B
La Turchia,  collaborerà in particolare con il Giappone in settori quali i satelliti di posizionamento globale e veicoli spaziali.

La Turchia prevede di lanciare un satellite sperimentale di comunicazioni entrol’inizio del 2012.

Questi sono i dati salienti di una cooperazione che molti anni fa non sarebbe  mai avvenuta, e che oggi è possibile in un contesto politico radicalmente mutato dopo la caduta di fronti contrapposti.

E’ tra l’altro un’importante collaborazione che vede  tra i protagonisti un paese moderno islamico come la Turchia.

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Perdite finanziarie nel sistema industriale spaziale nazionale

Aumentano le preoccupazioni per l’industria spaziale italiana ed in particolare per la Telespazio partecipata dalla Finmeccanica come socio di maggioranza e dalla Thales francese nella misura del 33%.
A mettere in evidenza questo disagio è un recentissimo atto ispettivo parlamentare che, si riferisce in particolare alla collaborazione
con la Turchia lo sviluppo e la realizzazione el satellite militare turco un satellite militare turco Gokturk dal costo di ben 242 milioni di euro coordinato proprio dalla Telespazio,
Si riportano in particolare notizie di stampa secondo cui risulterebbe che  detta società “avrebbe avuto grosse difficoltà politiche nell’assegnazione della commessa a causa di turbolenze diplomatiche tra la Francia e la Turchia causate dal dissenso politico francese sull’annoso problema del genocidio armeno”;e tutto ciò con il risultato di rilevanti perdite per la Telespazio.
A prescindere comunque da queste motivazioni di carattere diplomatico e di politica internazionale, è necessario rilevare come
da anni il sistema industriale italiano sia in netta crisi, anche per il fatto che la Thales italia che assorbe i maggiori finanziamenti italiani è partecipata al 75% dalla Thales Francese.
In queste condizioni  è difficile comprendere come si possa affermare che il settore spaziale nazionale  sia strategico per l’Italia ,quando la prevalenza dei finanziamenti va alla Francia.
Non sarebbe auspicabile che il piano spaziale decennale approvato dall’ASI e non ancora ratificato dal Miur fosse
completamente rivisto ridisegnando la politica industriale itaiana al fine di ridurre la pesante partecipazione francese, anche in vista della nuova politica spaziale dell’Unione europea?
In caso contrario, aumenteranno inevitabilmente le perdite industriali e le capacità competitive dell’industia italiana.
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