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Dopo il fallimento del piano A finalizzato alla nomina di un italiano alla direzione generale dell’ESA, l’Italia tenta di realizzare il piano B ovvero la nomina di un italiano alla direzione dell’Osservazione della Terra.Ci riuscirà?

Ormai manca soltanto che sia ufficiale..
Almeno per quanto si sappia, nel Council dell’ESA di Dicembre prossimo  Josef Aschbacher , attuale Direttore delle Osservazioni della Terra all’Esrin, sarà nominato Direttore Generale dell’ESA.
A partire dal primo Gennaio 2021 affiancherà il Direttore Generale dell’ESA attualmente in carica per poi prendere le piene funzioni di Direttore generale  a partire da giugno 2021.
Si rende immediatamente vacante pertanto il posto di Direttore delle Osservazioni della Terra presso l’ESRIN
E’ noto che l’Italia, dopo la sonora sconfitta subita per la nomina di un italiano a Direttore Generale dell’ESA, è fortemente interessata al direttorato di Frascati.
Sono in molti a scalpitare per ottenere quel posto tra esperti di osservazioni della terra e non.
(Filtrano  invero già nomi e cognomi a vario livello)l
Ma poi siamo sicuri che l’ambito posto dell’ESRIN  sia una nostra esclusiva e non sia utilizzato per compensare altri Paesi?
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Portavoce dell’agenzia spaziale: vi sono variazioni nel nome?

A distanza d in anno  vi sono state modifiche al riguardo, anche in considerazione del fatto che, secondo quanto sia dato sapere nel nuovo organigramma dell’ASI  il portavoce dell’ASI sarebbe stato nominato  anche responsabile di un ufficio afferente agli affari internazionali?
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Commissione di inchiesta a seguito del fallimento dell’ultimo lancio del Vega:risultanze ed indipendenza.

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Legge di Bilancio 2021: aumentano le spese militari?

 

 

 

In attesa della Legge di Bilancio 2021, i programmi per la Difesa andrebbero  avanti, malgrado l’emergenza Covid.
Come si evince da Fanpage  tre atti sarebbero arrivati in Parlamento, ma ancora off-limits per questione di riservatezza.
Il costo ammonterebbe  a centinaia di milioni di euro.
Le proposte del Ministero della Difesa riguarderebbero un “ammodernamento e rinnovamento di un sistema satellitare per le telecomunicazioni governative” (il Sicral 3)
Sarebbe previsto inoltre l’approvvigionamento di 100 veicoli di nuova blindo centauro per le unità dell’Esercito italiano, comprensivi di supporto logistico decennale”;
Ed infine vi sarebbero  fondi per un nuovo “elicottero di esplorazione e scorta”.

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Operatori ecologici spaziali.

Si ha notizia del recente stanziamento da parte dell’ESA di 86 milioni di euro per sviluppare la prima missione per la rimozione di un detrito spaziale.
La Commessa è stata affidata ad una start up svizzera. di cui si occuperà la startup svizzera.

Si tratta della  ClearSpace.
L’obiettivo sarà rimuovere l’adattatore Vespa (Vega Secondary Payload Adapter), un residuo del secondo volo del vettore Vega che nel 2013 mandò in orbita il satellite Proba-V dell’ESA.  L’adattatore è stato lasciato in un’orbita di smaltimento graduale tra 801 e 664 km di altitudine.

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Nasce la NewCo Alitalia: Il presidente del collegio sindacale Paolo Maria Ciabattoni presiede anche il collegio sindacale del CIRA.

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Enrico Palermo dalla Virgin Galactic all’Agenzia Spaziale Australiana.

Enrico Palermo che assumerà l’incarico da Gennaio 2021si è laureato presso l’Università dell’Australia Occidentale con una laurea in ingegneria meccanica e una laurea in fisica e matematica applicata. All’inizio della sua carriera spaziale  Palermo ha ricevuto una borsa di studio dall’Agenzia spaziale europea e ha studiato all’Università spaziale internazionale in Francia.
Palermo ha ricoperto incarichi come Vicepresidente esecutivo e Direttore generale di The Spaceship Company, costruendo le operazioni di produzione dell’organizzazione a Mojave, in California, con un team che è cresciuto fino a oltre 700 dipendenti.
La stessa Spaceship Company è una sussidiaria di produzione e sviluppo aerospaziale interamente controllata dalla società di turismo spaziale di Richard Branson, Virgin Galactic.
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Sconcerto e preoccupazioni del personale dell’ASI : una lettera della RSU ai Vertici dell’agenzia spaziale.

Proprio in un recentissimo articolo abbiamo anticipato la persistenza di malumori tra il Personale dell’ASI dopo il varo  della nuova organizzazione.

Ebbene il 26 novembre 2020 la RSU del Personale dell’ASI ha inviato al Presidente e Direttore Generale reggente una lettera in cui si esprime “sconcerto e preoccupazione per  “varo” della macro-organizzazione, in teoria (ma solo in teoria) avvenuto il 16 novembre scorso.
Ed ancora si pone in evidenza nella lettera che ad oggi il personale non sarebbe  ancora assegnato ad unità e uffici, dei quali sono stati identificati solo i responsabili.
Solo 3 delle 8 direzioni, tuttavia, avrebbero già un direttor. mentre per le altre 5 occorrerà aspettare qualche mese.
Solo per 2 di queste 5 direzioni, peraltro, sarebbe  stata già emessa una call: e per le altre 3? invece nuulla. Per quale motivo Perché questa  differenziazione?
Insomma ci si troverebbe  di fronte ad un’agenzia ingrandita; non essendo però così, molte unità e uffici rischiano di rimanere per mesi o anni dei “gusci vuoti”
Queste sono soltanto alcune delle osservazioni ” pesanti”che  denotano una situazione gestionale critica e  surreale.
Non sarebbe dunque meglio, come peraltro è auspicato anche dal Personale, rimandare un’organizzazione a tempi migliori? Vi sarebbe  dunque una situazione non certo serena, ma di reale scollamento.

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La lente d’ingrandimento di Dagospia sugli affari spaziali italiani ed europei.

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Mentre nel macrocosmo spaziale accade di tutto, il microcosmo dell’ASI si cimenta in nuovi modelli organizzativi.

 

Tanto per cambiare, mentre si gioca la partita europea spaziale dove purtroppo ci e’ stata soffiata la direzione generale dell’ESA, in ASI si sperimentano nuovi modelli organizzativi.

E’ infatti  diventata operativa, come abbiamo già’ riferito nei giorni scorsi, una nuova organizzazione con moltissime direzioni ( un numero imprecisato   di capi  di promo livello,  di secondo grado ed anche di terzo).
Al momento   tuttavia non sembra ancora definita la “forza lavoro”  cioè il personale dipendente,
In alcuni casi molti responsabili di Unità rischiano anche di essere capi soltanto di sé stessi. in mancanza di dipendenti.
Per quanto sia dato sapere, tra il personale dell’ASI non pochi sarebbero i malumori.

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