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Ancora una volta fallisce il lancio del satellite Zafar.

Si apprende   che ancora una volta l’Iran non è riuscita a lanciare il proprio satellite di telerilevamento utilizzando il razzo vettore Simorg.

Le affermazioni ufficiali iraniane, ( ministero della difesa dell’Iran) sono le seguenti:

“Il razzo vettore ha lanciato con successo il satellite Zafar nello spazio, ma il razzo non è riuscito a raggiungere la velocità necessaria per metterlo in orbita”,

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Tra qualche giorno in orbita un nuovo satellite iraniano?

Si tratta del satellite  di osservazione della terra a carattere scientifico ZAFAR ovvero Vittoria.
La notizia del futuro lancio è autorevole in quanto è diramata proprio dal Capo dell’agenzia spaziale iraniana, Morteza Berari..
Il satellite pesa 113 chili e compie 15 orbite al giorno a 530 chilometri dalla terra per una durata di 18 mesi.
La missione, sempre secondo le finti uraniane, sarà dedicata alle osservazioni della terra  e prioritariamente al monitoraggio agricolo nonché alla prevenzione sismica. prevenzione sismica.
Ancora una volta l’annuncio iraniano preoccupa gli Stati Uniti ed Israele.
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Il programma spaziale iraniano va male: falliscono i lanci.Sabotaggio?

 

 

Il 15 gennaio ed il 5 febbraio 2019 sono falliti due tentativi dell’Iran di collocare dei satelliti in orbita: i due fallimenti consecutivi decisamente insoliti (Teheran era riuscito in diversi lanci in passato) ,
Sabotaggio? E da parte di chi?
Così la penserebbero anche i governanti di Teheran. ( lo riferirebbe anche un resoconto il New York Times )
arà avviata un’indagine iraniana per comprendere come entrambi i lanci di questi ultimi mesi siano falliti. In entrambi, colpisce questo, il fallimento è avvenuto per via di un malfunzionamento del missile vettore che doveva collocare i satelliti in orbita.
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Braccio di ferro tra Iran ed Usa sui programmi spaziali.

L’Iran ha fallito il lancio nell’orbita spaziale del satellite Payam. Tutto bene al momento del decollo e del viaggio del vettore ma poi, qualcosa è andato storto nell’ultima fase dell’operazione per cui la missione non è riuscita a lasciare il satellite nell’orbita prestabilita.
Il tutto si svolge in un contesto di  rapporti sempre più tesi  tra USA ed anche nel settore spaziale.
Si ricorda che all’inizio del mese gli americani avevano redarguito Teheran citando la risoluzione ONU del 2015 secondo la quale, per Washington agli iraniani è vietato intraprendere attività legate a missili balistici in grado di portate armi da guerra. .
L’Iran peraltro ha contro in questa sua strategia spaziale anche Paesi come l’Arabia Saudita..
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La sanzioni degli USA nei confronti dell’IRAN esentano l’Italia. Un respiro di sollievo per l’industria italiana.

Gli ottimi rapporti tra Trump e Conte giovano all’Italia.
Infatti vi è anche l’Italia tra i Paesi che verranno esentati dalle nuove sanzioni degli Stati Uniti sull’Iran e che potranno temporaneamente continuare a importare petrolio. Gli altri Paesi sono: Cina, India, Corea del Sud, Turchia, Grecia, Giappone e Taiwan.
E dunque un respiro di sollievo per l’Italia e la nostra industria, ivi compresa quella ad elevata tecnologia, come quella aeronautica .
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Iran:la ripresa dei lanci spaziali e l’irritazione degli Stati Uniti.

In questi giorni il  direttore dell’agenzia spaziale iraniana  ha confermato  che saranno presto lanciati tre satelliti di telecomunicazione.
I tre satelliti .Doosti, Payam Amir Kabir e Nahid ! saranno lanciati  prima della fine dellk’anno iraniano e cioè prima del 21 marzo 2019.
Un quarto satellite, Zafae, sarà lanciato successivamente.
La ripresa dei lanci non è vista di buon occhio dall’amministrazione statunitense di cui da tempo ormai sono tesi i rapporti con l’Iran.
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Tensioni ferragostane: l’Iran mostra i muscoli all’USA di Trump.


Non solo venti di guerra con la Corea del Nord, ma anche acque agitate tra USA e Iran.
Il parlamento iraniano ha approvato infatti un finanziamento da 260 milioni di dollari per lo sviluppo di un programma missilistico e per finanziare la Guardia nazionale.
Le decisioni assunte da Teheran sono in risposta alle sanzioni approvate dal Congresso Usa.
Siamo di nuovo alle prove muscolari?

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Presto sanzioni dell’ONU per il lancio iraniano?

L’IRAN ha recentemente messo in orbita un satellite di 250 Kg  con il razzo vettore Simorg.
Il lancio è stato duramente criticato da Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Franciaperchè in contrasto con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite invita l’Iran a non intraprendere alcuna attività con missili balistici che potrebbero essere adatti nel trasportare armi nucleari”
Tra i Paesi che protestano non compare l’Italia. Come mai? Forse dalla lettura dei numerosissimi articoli su questo blog si possono trarne le motivazioni.che probabilmente vengono da lontano.
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Negoziati bilaterali dell’IRAN con l’Italia per il rientro del satellite Mesbah in Iran.Ma con chi?

 Vi ricordate la vicenda del satellite di telecomunicazione iraniano Mesbah?
Ne abbiamo riferito più volte perchè il satellite iraniano, contrariamente alle smentite da parte dell’industia italiana, fu realizzato con il pieno supporto della nostra industria nazionale, malgrado  negli anni 2000 vi fosse il divieto per l’Italia di collaborare con l’Iran nella tecnologia spaziale.
 Ebbene, secondo quanto si apprende da fonti iraniane il ministro iraniano dell’ICT, Mahmoud Vaezi, ha annunciato che sono in corso negoziati bilaterali con l’Italia per il ritorno del satellite di Mesbah in Iran. (ma con chi?)
Si precisa tra l’altro  da parte iraniana che  Mesbah sarebbe uno dei primi progetti satellitari sentinella dell’Iran, la cui costruzione è iniziata nel 1996 e completata 10 anni dopo,
Vaezi  avrebbe  dichiarato: vhe Mesbah non ha avuto la possibilità di essere lanciato nello spazio in quanto l’Italia ha rifiutato di cooperare più con l’Iran sui progetti spaziali a causa delle sanzioni e da allora il satellite è custodito in Italia.
Rimane dunque  complessa e per molti versi oscura una vicenda di cui ne fu interessata anche l’ASI che avrenbbe finanziato  ormai anni fa  all’industia nazionale la piattaforma MITA da cui sarebbe derivata la piattaforma satellitare iraniana.
La documentazione completa è rinvenibile su questo blog.
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L’IRAN fa marcia indietro e rinuncia agli astronauti.

Il Governo iraniano abbandona il progetto spaziale con gli astronauti.
L’annincio è stato improvviso e motivato dagli eccessivi costi del programma umano che avrebbe comportato un impegno finanziario da 15 a 20 billioni di dollari per più di 15 anni.
La marcia indietro non significa comunque una rinuncia totale alle ambizioni spaziali.
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