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L’ASI si trova in una situazione da “vascello fantasma”, “senza bussola” né “pilota”. Lo afferma una pesante interrogazione parlamentare in cui si fa riferimento anche alla discutibile scelta del presidente dell’ASI.Si fa menzione altresi alle dichiarazioni alla stampa dell’ex Amministratore Straordinario Silvano Casini.

Si propone la lettura della seguente interrogazione parlamentare del 6/11?2019
DE BERTOLDIAi Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e per gli affari europei. – Premesso che, per quanto risulta all’interrogante:
all’Agenzia spaziale italiana (ASI), ente pubblico nazionale, con il compito di promuovere, sviluppare e diffondere la ricerca scientifica e tecnologica applicata al campo spaziale e aerospaziale, in conformità con gli indirizzi strategici fissati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, è attribuito il compito di attuare la politica aerospaziale, attraverso risorse finanziarie stanziate dal Governo;
il budget annuale dell’Agenzia, al cui interno prestano servizio circa 200 dipendenti, risulta essere di circa 1,3 miliardi di euro e che la realizzazione dei programmi scientifici e dei piani triennali ha subito nel corso degli anni profonde tensioni, a causa di una pressante invadenza politica, che ha condizionato in senso negativo una delle principali “vetrine” dell’alta tecnologia italiana;
l’interrogante evidenzia altresì che, nel corso del mese di novembre 2019, la città di Siviglia ospiterà il consiglio ministeriale dell’Agenzia spaziale europea (ESA), con la partecipazione dei delegati degli Stati membri e di osservatori, allo scopo di promuovere nuove proposte e finanziamenti per gli anni di lavoro successivi; la denominazione di tale convegno internazionale sarà “Space19+”, con la funzione di orientare le ambizioni e le prossime sfide del settore spaziale europeo;
secondo quanto risulta da un’intervista pubblicata sul quotidiano su internet “lindro”, l’ex commissario straordinario Silvano Casini ha evidenziato come in questi anni il nostro Paese, a causa della mancanza di un quadro strategico indipendente e quindi di una volontà operativa autonoma, ha permesso al “binomio” Francia-Germania di assumere la leadership europea della politica di ESA, determinando un’incomprensibile incoscienza del supporto tecnologico e finanziario di parte italiana a programmi di stretto interesse franco-germanico, spesso “sbagliati”, come dimostra l’attuale crisi dei lanciatori europei (tutti fuori mercato, persino quelli in fieri “Ariane 6″, come peraltro evidenziato anche dalla Corte dei conti francese) ricevendone ritorni economici ben lontani dal nostro contributo effettivo (con ruoli ben inferiori rispetto a quelli che il nostro Paese in realtà meriterebbe);
secondo Casini, questa scarsa lungimiranza italiana sta conducendo ad un assoggettamento ad interessi non condivisi, come dimostra l’annunciato considerevole aumento dei contributi a ESA, propugnato da responsabili dell’ASI, senza tuttavia che sia stato fornito un dettaglio comprensibile, né una visione integrata con le iniziative nazionali, bilaterali o in ambito UE (che risulterebbero peraltro in pieno contrasto con la politica della Commissione europea in materia di indebitamenti);
gli effetti di tale condotta gestionale, a giudizio dell’ex commissario, stanno determinando all’interno dell’ASI una situazione da “vascello fantasma”, “senza bussola” né “pilota”, anche a causa del mancato completamento della riforma della governance spaziale nazionale, che continua a produrre i suoi effetti di confusione e incoerenza, anche in relazione alla scelta discutibile della nomina dell’attuale presidente, nominato da poco tempo, a capo dell’azienda, il quale, anziché difendere gli interessi nazionali in materia aereospaziale (rappresentando il Governo nei consigli europei ordinari ESA), agirebbe soltanto in sintonia con gli interessi franco-tedeschi;
appare necessario, secondo Casini, in considerazione delle numerose criticità riportate, soprattutto di natura finanziaria e gestionale, prevedere o una sospensione della prossima conferenza ministeriale ESA di Siviglia, oppure stabilire la non partecipazione del nostro Paese a tale evento, in considerazione anche della mancanza del tempo necessario da parte del Governo (insediatosi da pochi mesi) ad analizzare le tematiche in agenda molto complesse, che hanno un impatto forte sull’attività spaziale italiana e europea per i prossimi 10 anni: questioni tecnico-scientifiche, nessuna delle quali tuttavia appare così urgente da non consentire maggiori approfondimenti e valutazioni (anche alla luce delle evoluzioni ancora non definite del contesto internazionale, in particolare nel settore dei lanciatori e dell’esplorazione spaziale);
tali osservazioni a giudizio dell’interrogante risultano condivisibili e destano preoccupazione, in relazione alle articolate argomentazioni evidenziate dall’ex Commissario Casini, il quale ha altresì affermato come le conseguenze finanziarie derivanti dalle decisioni della conferenza internazionale rischierebbero un impatto economico sconosciuto e non chiaro rispetto all’eccessivo indebitamento italiano,
si chiede di sapere:
quali valutazioni i Ministri in indirizzo, intendano esprimere con riferimento a quanto esposto;
se condividano le dichiarazioni dell’ex commissario dell’Agenzia spaziale italiana, con riferimento in particolare all’esigenza di prevedere una moratoria dell’imminente conferenza internazionale di Siviglia, o stabilire la non partecipazione dell’Italia a tale convegno, sia per ragioni di inutile dispendio di risorse pubbliche, che per motivazioni legate ad una mancanza di chiarezza della governance della medesima Agenzia nelle strategie da adottare (nell’ambito delle future sfide internazionali nel settore aerospaziale) il cui potere negoziale appare fortemente sbilanciato in favore dell’asse franco-tedesco;
quali iniziative urgenti e necessarie intendano intraprendere al fine di rivedere le politiche di sviluppo del nostro Paese nel settore riposizionandolo in ambito internazionale in ruoli di primo livello.
(4-02450)

 

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