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Lo sbarco sulla Luna secondo Luciano di Samosata.

 

Oggi è la giornata dei convegni, articoli celebrativi, eventi, simposi tutti dedicati all’evento di cinquant’anni fa, quello dello sbarco sulla Luna che è stato a dir poco epocale.
Noi lo ricordiamo con Luciano di Samosata autore satirico greco del II secolo d.C. tra i più famosi esponenti della Seconda Sofistica.
Ecco il testo:
(GR) (IT)
[9] περὶ μεσημβρίαν δὲ οὐκέτι τῆς νήσου φαινομένης ἄφνω τυφὼν ἐπιγενόμενος καὶ περιδινήσας τὴν ναῦν καὶ μετεωρίσας ὅσον ἐπὶ σταδίους τριακοσίους οὐκέτι καθῆκεν εἰς τὸπέλαγος, ἀλλ᾽ ἄνω μετέωρον ἐξηρτημένην ἄνεμος ἐμπεσὼν τοῖς ἱστίοιςἔφερεν κολπώσας τὴν ὀθόνην. [10] ἑπτὰ δὲ ἡμέρας καὶ τὰς ἴσας νύκτας ἀεροδρομήσαντες, ὀγδόῃκαθ ορῶμεν γῆν τινα μεγάλην ἐν τῷ ἀέρι καθάπερ νῆσον, λαμπρὰν καὶσφαιροειδῆ καὶ φωτὶ μεγάλῳ καταλαμπομένην προσενεχθέντες δὲ αὐτῇκαὶ ὁρμισάμενοι ἀπέβημεν, ἐπισκοποῦντες δὲ τὴν χώραν εὑρίσκομενοἰκουμένην τε καὶ γεωργουμένην. ἡμέρας μὲν οὖν οὐδὲν αὐτόθενκαθεωρῶμεν, νυκτὸς δὲ ἐπιγενομένης ἐφαίνοντο ἡμῖν καὶ ἄλλαι πολλαὶ νῆσοι πλησίον, αἱ μὲν μείζους, αἱ δὲ μικρότεραι, πυρὶ τὴν χροιὰνπροσεοικυῖαι, καὶ ἄλλη δέ τις γῆ κάτω, καὶ πόλεις ἐν αὑτῇ καὶ ποταμοὺςἔχουσα καὶ πελάγη καὶ ὕλας καὶ ὄρη. ταύτην οὖν, τὴν καθ᾽ ἡμᾶςοἰκουμένην εἰκάζομεν. [9] Verso il mezzodì, disparita l’isola, un improvviso turbine roteò la nave, e la sollevò quasi tremila stadii in alto, nè più la depose sul mare: ma così sospesa in aria, un vento, che gonfiava tutte le vele, ne la portava. [10] Sette giorni ed altrettante notti corremmo per l’aria: nell’ottavo vedemmo una gran terra nell’aere, a guisa d’un’isola, lucente, sferica, e di grande splendore. Avvicinatici ed approdati scendemmo: e riguardando il paese, lo troviamo abitato e coltivato. Di giorno non vedemmo niente di là; ma di notte ci apparvero altre isole vicine, quali più grandi, quali più piccole, del colore del fuoco, e un’altra terra giù, che aveva città, e fiumi, e mari, e selve, e monti: e pensammo fosse questa che noi abitiamo.
Avviene allora l’incontro con i Lunari, gli abitanti della Luna, chiamati anche Ippogrifi:
“Avendo voluto addentrarci nel paese fummo scontrati e presi dagl’Ippogrifi, come colà si chiamano. Questi Ippogrifi son uomini che vanno sopra grandi grifi, come su cavalli alati: i grifi sono grandi, e la più parte a tre teste: e se volete sapere quanto son grandi immaginate che hanno le penne più lunghe e più massicce d’un albero d’un galeone.”
Un testo stupendo utile anche a coloro che hanno studiato al liceo classico per rispolverare il greco antico.

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