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CNES e Google vanno nel pallone!

E’ stato sancito già da qualche mese un accordo tra il CNES francese e Google.
L’interesse di ambedue i soggetti sul progetto Loon che utilizza  un pallone stratoferico di 15 metri di diametro. dedicato all’accesso di internet in aree  arretrate del pianeta.
Anche l’Italia mediante l’ASI ha portato avanti progetti scientifici che utilizzano i palloni stratosferici,
Tutti ricordano la base di lancio di Trapani Milo chiusa inopinatamente nella trascorsa gestione delll’ASI per ragioni non ancora del tutto evidenti.( più articoli abbiamo dedicato sull’argomento).
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Gli investimenti di Google nello spazio.

Ormai Google si interessa di tutto e bene con rilevanti investimenti finanziari.
Si apprende dai media americani che avrebbe affittato con un contratto di 60 anni un campo d’aviazione della NASA vicino al quartier generale della Silicoin Valley.
Per farvi che?
L’accordo prevede che Mountain View investa 200 milioni di dollari nell’impianto, che sarà usato nella “ricerca, nello sviluppo e nell’assemblaggio e nei test per l’esplorazione spaziale, nell’aviazione, nella robotica e in altre tecnologie emergenti”,  secondo quanto afferma la Nasa.
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Nuove frontiere di intelligenza artificiale: Google e NASA insieme

Google comunica di aver avviato una partnership tra il suo team di “Quantum Artificial Intelligence” (QAI) e un gruppo di ricercatori della UC Santa Barbara capitanato John Martinis, con l’obiettivo dichiarato di “progettare e realizzare nuovi processori” quantistici basati sull’uso di semiconduttori.

La nuova partnership si concretizzerà all’interno del Quantum Artificial Intelligence Lab, un gruppo fondato dalla stessa Google in collaborazione con il NASA Ames Research Center e USRA (Universities Space Research Association).

I nuovi ambiti di applicazione riguarderebbero quindi l’intelligenza artificiale, con macchine e robot che potrebbero diventare in grado di agire in completa autonomia, proprio sfruttando il cervello quantico cotruito dai Lab.

Del resto l’obiettivo è proprio questo: portare le macchine ad un livello di conoscenza pari a quello dell’uosmo, con processi intellettivi che seguano strade umane invece dei freddi calcoli binari.

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E’ tempo di droni. Ci pensa anche Google X

Qualche tempo fa parlammo di dronomania perchè anche in Italia non vi è convegno in cui non si parli di droni.
Ma questa volta sembra una cosa seria.
Ci riferiamo al programma di google denominato  Project Wing, un servizio di consegne a domicilio basato sull’uso di droni altamente sofisticati.
L’obiettivo, naturalmente, è accelerare la spedizione di beni e prodotti, anche se per concretizzarlo occorreranno ancora degli anni.
Si tratta di un dispositivo ibrido, dotato sia di ali che di rotori da elicotteri e quindi in grado di alzarsi in volo anche in verticale, qualora fosse necessario; il design attuale non è a ogni modo quello finale, mentre dovrebbe far parte del pacchetto finale il sistema di sgancio guidato, la struttura di ricerca situata  fino a terra dei pacchi il cui funzionamento viene dimostrato nel video promozionale diffuso da Google.
Non è il solo progetto cui stia lavorando il laboratorio di frontiera di Google X la struttura di frontiera situata  a Mountain View in California.
Tra i vari progetti troviamo quella della realizzazione di un’automobile che viaggia senza conducente, gli occhiali google glass che permettono  di accedere a diverse funzioni utili,
E non solo: anche palloni stratosferici che permetteranno alle aree più selvagge di dotarsi di un accesso ad Internet ad alta velocità ed ascensori spaziali.
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Google partecipa alla lotta alla deforestazione

Una terribile piaga per l’umanità è la deforestazione che distrugge i polmoni della Terra soprattutto quelli dell’Amazzonia.
Ebbene il Global Forest Watch grazie alla tecnologia messa a disposizione da Google Maps e Google Earth rende accessibile a tutti la lotta alla deforestazione.
Le immagini catturate da alcuni satelliti orbitanti intorno alla Terra consentono di individuare con alta precisione le zone in cui si verifichi una scomparsa anomala ed improvvisa della vegetazione.
L’incidenza è assai elevata: basti pensare che dal 2000 al 2012 sarebbero spariti 500 milioni di acri di foreste l’equivalente di un campo di calcio al minuto.
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Google e la robotica

Non può passare inosservata la notizia che il colosso Google affitti l’Hangar One della NASA dove saranno allocate le attività di ricerca nella robotica.
L’hangar, situato nell’ex base navale di Moffet field a pochi chilometri dal quartier generale di google a Mountain View, ha una superficie di 3,2 ettari e sarebbe stato raso al suolo dalla NASA.
Google attraverso la sussidiaria Planetary ventures sarebbe intenzionata ad affittarlo, ospitandovi proprie attività di ricerca, costruendovi un museo ed un campo da golf.
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Google entra nel settore della robotica.

E’ indubbiamente l’era dei robots.
Per rendersene conto basta osservare l’evoluzione delle esplorazioni spaziali in cui sempre più frequente diventano le applicazioni robotiche.
Non è un caso che Google acquisisca la Boston Dynamics, azienda leader in questo settore e specializzata proprio nell’ideazione e costruzione di robot tra i più avanzati al mondo.
La Boston Dynamics tra l’altro  è uno dei partner più stretti  della DARPA, l’agenzia che sviluppa le tecnologie militari per il Governo americano.
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Non più sconti di carburante ai voli aerei di Google sponsorizzati dalla NASA.

 

Riprendiamo dai media che il Pentagono avrebbe annullato gli sconti sul carburante per gli aerei dei fondatori di google.
L’accordo durava da anni ed era sponsorizzato dalla NASA sempre che i voli degli aerei fossero dedicati solamente a viaggi scientifici.
La flotta degli aerei di Google si trova a Moffett Airfield una ex base militare ora gestita dalla NASA che dal 2007 concedeva sconti sul carburante per tutti i viaggi di Google dedicati a scopi  pertinenti con le attività della NASA.
Ciò non sarebbe avvenuto  in quanto Google avrebbe utilizzato  in molteplici occasioni i voli per ragioni di tutt’altra natura da quelle scientifiche.
La notizia diffusa recentemente negli USA avrebbe fatto molto rumore, in considerazione anche dei soggetti coinvolti nella vicenda, da un lato il colosso informatico e dall’altro la NASA stessa.
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