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Il satellite giapponeseAstro H: un contributo all’esplorazione delle galassie.

E’ da qualche ora nello spazio un satellite nipponico avanzatissimo per l’esplorazione di galassie e buchi neri.
L’ente aerospaziale giapponese Jaxa ha lanciato infatti  il satellite ASTRO-H con un razzo H-IIA alle 17.45 di oggi (le 9.45 ora italiana) dal centro spaziale di Tanegashima.
ASTRO-H, che pesa 2.700 chilogrammi ed e’ considerato 100 volte piu’ “potente” rispetto ai satelliti convenzionali, orbitera’ per tre anni a circa 575 chilometri sopra la superficie terrestre, analizzando i processi ad alta energia presenti nell’universo con strumenti sofisticati.
La Jaxa ha promosso l’iniziativa in tandem con Mitsubishi Heavy Industries e si avvale per questo ambizioso progetto di collaborazioni con la Nasa e le agenzie spaziali europea e canadese.
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Viaggi sulla Luna: anche il Giappone farà parte del Club.

Anche il Giappone andrà sulla Luna.
Infatti un veicolo spaziale nipponico dovrebbe essere inviato sul satellite della Terra nel 2018.
Si tratta dello Smart Lander for investigating Moon (Slim) che dovrebbe essere lanciato con un razzo Epsilon.
Il budget del 2016 prevederà i fondi necessari per un progetto a cui l’agenzia spaziole giapponese tiene molto  in competizione con India e Cina   nei programmi spaziali.
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Aumentano i finanziamenti in Giappone nel settore spaziale.

Un radicale cambio di strategia sta per avviarsi nella politica spaziale giapponese.
L’agenzia spaziale nipponica sta per ampliare i suoi settori di intervento in quanto le saranno affidati compiti civili e militari.
Questo cambio di indirizzo va collegato ad una situazione della geopolitica asiatica in cui si temono da parte dei giapponesi minacce da parte della Cina e della Corea del Nord.
Qzss”, “Ssa” ed “Mda” sono gli identificativi dei programmi aerei e spaziali giapponesi che riceveranno un aumento di fondi, rispetto agli anni precedenti con lo scopo dichiarato  di potenziare la raccolta-informazioni in chiave bellica senza più mascherarla con intenti civili, come avveniva in precedenza.
 Nello specifico “Qzss” ha ricevuto un +18,5% di fondi per costruire un sistema composto da sette satelliti; in generale l’intero programma ha ricevuto un incremento del 14%.
Insomma il Giappone con il consenso americano svolgerà da ora una difesa attiva sull’area asiatica.
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La produzione di energia direttamente dallo spazio.

Secondo i piani strategici giapponesi nel 2030 si potrà realizzare un sistema commerciake da 1 GW, la stessa quantità di una tipica centrale nucleare.
Il merito è di un sistema di specchi presente in orbita, in grado di riflettere la luce del sole su enormi pannelli, inviando poi tutto alla Terra.
Esperimenti in tal senso sono giù stati effettuati  da  scienziati giapponesi che  hanno già trasmesso con successo l’energia in modalità wireless aprendo la strada ai sistemi di energia solare spaziali. I ricercatori hanno usato le microonde per fornire 1,8 kilowatt di potenza.attraverso delle isole artificiali collegate alla rete e con 5 miliardi di minuscole antenne, che convertono l’energia a microonde in corrente elettrica. Sopra di loro, a 36.000 km una serie di collettori solari giganti in orbita geosincrona.
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Gli emirati Arabi ricorrono ai Giapponesi per il lancio di un satellite.

 Mitsubishi Heavy Industries (MHI) si è aggiudicato proprio qualche giorno fa il lancio di un satellite degli Emirati Arabi uniti.
E’ stato infatti firmato da parte del colosso giapponese un contratto con l’istituto della scienza e della tecnologia per il lancio  medianete il lanciatore H-2A del satellite di osservazione terrestre KhalifaSat che dovrebbe essere posto in orbita all’inizio del 2018, insieme al satellite giapponese Gosat 2 per lo studio dei gas ad effetto serra.
Un vero e proprio scacco nei confronti del competitore Ariane Space.
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Sonda giapponese verso un asteroide.

La sonda giapponese  Hayabusa 2  è stata lanciata dalla base di Tagoshima.
Dovrebbe raggiungere l’asteroide 1999 JU3 distante dalla Terra 300 milioni di Km nel 2018 e rientrare sulla terra nel 2020.
Lo studio dei campioni di asteroidi permette di raccogliere dati non disponibili sulla Terra,sulla nascita del sistema solare e sulla sua evoluzione.
L’agenzia nipponica ritiene di poter trovare nei campioni acqua e materia organica.
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Stazione spaziale internazionale: critico il Giappone?

Uno degli argomenti cruciali della politica internazionale spaziale ed in particolare della conferenza ministeriale dell’ESA è la partecipazione alla stazione spaziale internazionale che vede l’Italia in prima linea.
E’ infatti uno dei programmi a lungo termine dove si richiede un intervento straordinario del Governo.
Eppure sulla stazione spaziale internazionale, forse anche per il recente incidente dell’Antares sembra  addensarsi critiche .
Ad esempio il comitato per la politica spaziale giapponese che riferisce direttamente al primo Ministro Shinzo Abe, nel suo documento per la strategia spaziale nei prossimi 10 anni direbbe tra l’altro:
regarding Japan’s continued participation in the International Space Station (ISS) from 2021 on, the draft space policy says only, “A decision will be reached after comprehensive consideration of multiple factors,” such as cost and efficacy.
Sono segnali che dovrebbero fare riflettere nella pianificazione strategica anche l’Italia.
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L’ ascensore spaziale: tra realtà e fantascienza

Nel 2050 si potrebbe concretizzare la fine dell’era dei razzi in partenza dalla Terra, estremamente costosi e pericolosi. Anche le navicelle spaziali potrebbero subire un duro colpo, almeno per la parte dei viaggi a cui potrebbe supplire l’ascensore: trasportare merci attualmente costa 22 mila dollari al chilogrammo, contro i 200 dollari circa stimati per il trasporto mediante ascensore spaziale
Inoltre l’ascensore potrebbe trasportare piccoli razzi da lanciare direttamente dalle future stazioni spaziali.
Ma è un progetto fattibile?
Se ne sta interessando l’azienda giapponese Obayashi
Se  ne era già interessata Google, ma abbandonò per problemi di materiali.
Il colosso giapponese delle costruzioni Obayashi però si dice sicuro di poter completare l’opera grazie allo sviluppo delle nanotecnologie al carbonio.
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Hello Kitty viaggia nello spazio

Per la gioia dei bambini la gattina più famosa nel mondo, la giapponese Hello Kitty va in orbita

Infatti un pupazzetto di Hello Kitty alto 4 centimetri è a bordo del minisatellite Hodoyoschi-3 lanciato nel mese di giugno scorso

Sopra la finestra appaiono su un piccolo schermo incorporato nella parete i messaggi in inglese e in giapponese inviati dai fan.

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Lo spazio militare in Giappone

Alle forze militari dell’esercito, della marina e dell’aeronautica si aggiunge quella spaziale.
Accade in Giappone che entro il 2019 diventerà proprio il Paese più importante del punto di vista della militarizzazione dello spazio.
Secondo  l’agenzia di stampa giapponese “Kyodo”, la mossa mira rafforzare la collaborazione fra Giappone e Stati Uniti nello spazio che nei mesi scorsi hanno siglato un impegno per monitorare le collisioni fra satelliti orbitanti e detriti spaziali.
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