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Si va verso la seconda generazione dei satelliti Galileo.

 

 

Si apprende che a seguito della decisione della Commissione europea di accelerare lo sviluppo di Galileo Next Generation, l’ESA ha chiesto ai produttori di satelliti europei di presentare offerte per il primo lotto di satelliti Galileo di seconda generazione (G2). Il nuovo veicolo spaziale dovrebbe essere lanciato in circa quattro anni.

I satelliti di prossima generazione forniranno tutti i servizi e le capacità dell’attuale prima generazione con miglioramenti sostanziali e nuovi servizi e capacità.

Dopo quasi 24 mesi di una procedura di dialogo competitivo con i tre grandi integratori di sistema coinvolti, l’11 agosto l’ESA ha pubblicato un bando di gara per la migliore e ultima offerta ad Airbus, OHB System AG e Thales Alenia Space. L’approccio attuale vede due contratti da attivare entro il 2020 scegliendo tra i 3 offerenti, per costruire due satelliti per scopi di sviluppo, con opzioni per un massimo di 12 satelliti in totale.

Entro il 2024 saranno lanciati i primi e aggiornati i sistemi di terra per supportare i nuovi satelliti.

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Interesse del Pakistan per l’avvio di collaborazioni con l’Italia nel settore dell’industria della difesa.

 

 

Lo riferisce un importante giornale pakistano che riferisce sull’incontro del Ministro della Difesa  Zubaida Jalal  con l’ambasciatore italiano a Islambad Andrea Ferrarese.

In quella sede sarebbero stati posti in evidenza da parte pakistana, secondo l’organo di stampa pakistano elementi di interesse per possibili collaborazioni.nei settori dell’ industria della difesa.

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Nasce SpIRIT il piccolo satellite italo australiano.

Si rafforza la collaborazione tra l’ASI e l’omologa agenzia australiana a seguito al Memorandum d’Intesa sottoscritto dai due enti lo scorso anno

Si chiamerà SpIRIT acronimo di Space Industry Responsive Intelligent Thermal, il piccolo satellite che sarà realizzato nell’ambito dello stanziamento che il governo australiano ha concesso all’Università di Melbourne di 3,95 milioni di dollari, su un totale di 11 milioni.

Una volta in orbita SpIRIT combinerà le sue osservazioni in raggi X con i dati della costellazione italiana HERMES, formata da altri sei cubesat, per individuare i fuochi d’artificio cosmici, i Gamma Ray Burst, che possono essere prodotti quando le stelle muoiono o si scontrano tra loro. Il coinvolgimento italiano nella missione SpiRIT prevede anche le attività scientifiche di INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e il contributo industriale di SITAEL, che attraverso la sua società SITAEL AUSTRALIA collaborerà con l’Università di Melbourne, per contribuire a fornire l’ingegneria dei sistemi, l’integrazione e il collaudo del satellite SpIRIT.

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In orbita un satellite cinese per il telerilevamento.

Si apprende che la Cina ha lanciato in questi giorni  un nuovo satellite per l’osservazione della Terra dal Centro di Lancio Satellitare di Jiuquan in Cina nordoccidentale

Il satellite, che si chiama Gaofen-9 03,  è stato inviato in orbita da un razzo vettore Long March-2D, è un satellite ottico per il telerilevamento con risoluzione submetrica.

 Il satellite sarà utilizzato per numerosi scopi come  i rilievi dei terreni, la pianificazione urbanistica, la verifica dei diritti sui terreni, la progettazione della rete stradale, la stima della resa dei raccolti e la prevenzione e la mitigazione dei disastri.

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A metà Luglio 2020 il lancio della sonda degli Emirati Arabi.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato che lanceranno AMAL (“Speranza”), la loro prima sonda spaziale progettata per orbitare intorno a Marte, il prossimo 14 luglio prossimo.

Si tratta della prima missione marziana organizzata da un paese arabo: studia il clima di Marte, misurando i livelli di ossigeno e idrogeno nella sua atmosfera e i meccanismi che li portano a disperdersi dal pianeta.

Amal partirà a bordo di un razzo giapponese e impiegherà circa sette mesi per raggiungere Marte, coprendo una distanza di quasi mezzo miliardo di chilometri. Una volta raggiunto il pianeta, si collocherà in un’orbita relativamente bassa, tale da consentirle di compiere un giro completo intorno a Marte ogni 55 ore circa. La missione avrà una durata di almeno un anno marziano, pari a quasi 700 giorni terrestri.

Il progetto degli Emirati Arabi Uniti è in collaborazione con tre università statunitensi e con il Giappone, dove Amal è stata trasportata nelle ultime settimane, con qualche difficoltà legata alla pandemia in corso.

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La Serbia nello spazio parla non solo serbo, ma anche cinese.

Si apprende che Cina e  Serbia hanno firmato qualche giorno fa   un memorandum sulla tecnologia spaziale per lo sviluppo di progetti comuni.

Il memorandum è stato firmato da Zhang Kejian, direttore dell’Amministrazione nazionale cinese dello spazio, e da Nenad Popovic, ministro serbo responsabile dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico, attraverso una videoconferenza.

Zhang ha affermato che il memorandum è nell’interesse comune di entrambi i Paesi, aggiungendo che il maggior numero possibile di scienziati si impegnerà in progetti spaziali comuni.

Secondo il governo serbo, il documento prevede “il miglioramento della cooperazione bilaterale tra Serbia e Cina nello sviluppo e nell’uso della tecnologia spaziale, dei sistemi satellitari e del sistema di osservazione della Terra, con applicazioni nel campo dell’agricoltura intelligente, delle telecomunicazioni, degli ecosistemi, dei sistemi di telerilevamento e del posizionamento della geolocalizzazione”.

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L’urina potrebbe essere nel futuro un utile componente per la costruzione di calcestruzzo. E’ in corso uno studio dell’ESA.

 Da scarto a superfluidificante,  l’urina degli astronauti potrebbe divenire una risorsa utile per creare un tipo di calcestruzzo durevole sulla luna.
Si tratta di un recente studio europeo sponsorizzato dall’Agenzia spaziale europea che  ha dimostrato che l’urea, il principale composto organico che si trova nella nostra urina, potrebbe rendere la miscela per costruire cemento lunare più lavorabile, prima di indurire e assumere la forma rigida finale per i futuri habitat lunare
L’aggiunta di urea alla miscela di geopolimero lunare, un materiale da costruzione simile al cemento, funzionerebbe  meglio di altri comuni fluidificanti, come il naftalene o il policarbossilato, nel ridurre la quantità di acqua necessaria. La miscela ottenuta da una stampante 3D si sarebbe  dimostrata più resistente ed vrebbe  mantenuto una buona lavorabilità. –
Lo studio maturato nell’ambito di una collaborazione tra i ricercatori ESA nei Paesi Bassi e università in Norvegia, Spagna e Italia  potrà fornire validi risultati non solo per l’esplorazione dello spazio e nella costruzione di colonie lunari, ma anche per le applicazioni tecnologiche sulla Terra.
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Un accordo Virgin-Nasa per lo sviluppo di aerei ad alta velocità.

Si apprende che la società Virgin, che ha perso 60 milioni di dollari nel primo trimestre del 2020, in piena crisi per la pandemia di Covid-19,  avrebbe raggiunto un accordo con la NASA per sviluppare futuri  jet supersonici – che potrebbero essere potenzialmente utilizzati per i viaggi aerei ad alta velocità. L’agenzia spaziale americana sarà fondamentale nel contribuire alla creazione di aerei in gradi di stravolgere i trasporti planetari.

Per la Virgin Galactic si prevede dunque un futuro non più limitato al turismo spaziale, ma anche esteso alla realizzazione di aerei supersonici.

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Trishna il nuovo satellite ad infrarosso franco-indiano.

L’Agenzia Spaziale francese (Centre National d’Etudes Spatiales – CNES) ha recentemente firmato un contratto con Airbus Defence and Space per lo sviluppo e la costruzione di una strumentazione a infrarossi termici per il satellite TRISHNA.

Sarà il nuovo satellite a far parte della flotta franco-indiana dedicata al monitoraggio del clima e alle applicazioni operative.

Le osservazioni effettuate da TRISHNA miglioreranno la nostra comprensione del ciclo dell’acqua e miglioreranno la gestione delle preziose risorse idriche del pianeta, per definire meglio gli impatti dei cambiamenti climatici, specialmente a livello locale.

Nell’ambito della partnership industriale internazionale, la ISRO fornirà la piattaforma, la strumentazione di osservazione ottica a infrarossi a onde corte e sarà il principale appaltatore del satellite, mentre il CNES è corresponsabile della missione e fornirà la strumentazione a infrarossi termici, che sarà sviluppato da Airbus. Il sistema di terra è condiviso tra i due Paesi.

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La missione cinese Tianwen ne 2020.

La Cina  continua a sviluppare il primo progetto di esplorazione su Marte, senza rallentamenti provocati dalla pandemia da coronavirus.

La  CNSA ( l’agenzia spaziale cinese)  ha ufficialmente rilasciato il nome e il logo della prima missione cinese di esplorazione su Marte.

Il nome della missione di esplorazione su Marte è “Serie Tianwen”, e il nome della prima missione cinese di esplorazione su Marte è “Tianwen n.1”.

Secondo il programma, la Cina il  lancerà la sonda su Marte con il razzo vettore “Lunga Marcia-5” nel 2020.

La sonda volerà intorno all’orbita di Marte, realizzerà l’atterraggio sul pianeta e compirà la ricognizione marziana  tramite un solo lancio.

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