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Collaborazioni spaziali cinesi pubbliche, ma anche private.

Proliferano le collaborazioni spaziali della Cina non solo con l’Italia, ma anche con alti Paesi europei ed extraeuropei
 Entro il 2024 Pechino conta di mandare in orbita la sua stazione spaziale. E intorno ai programmi governativi si sviluppa  una fiorente industria privata delle stelle.
Ne fa parte anche l’industria italiana ed in particolare D Orbit, startup comasca specializzata in sistemi di lancio e posizionamento dei satelliti. che nei giorni scorsi ha firmato un accordo con Commsat, una società cinese dell’industria dello spazio.
Ha come obiettivi la costruzione e la spedizione in orbita di nanosatelliti Cubesat.
 La startup si è specializzata nei sistemi di assistenza a lancio e posizionamento dei satelliti, come “spazzino del cielo”. Porta  infatti la sua firma un dispositivo per rimuovere in modo chirurgico gli apparecchi giunti alla fine della loro missione.
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NASA: privatizzazioni in vista?

 Permane ancora incertezza sul futuro della NASA con l’amministrazione Trump.
Si parla molto ad esempio del fatto che la Casa Bianca intenderebbe trasformare la Stazione Spaziale Internazionale in un’impresa privata, in modo da non dover più finanziare il costoso programma della Nasa.
Secondo quanto riportato dalla stampa americana
“Nei prossimi sette anni la Nasa svilupperà i propri partenariati internazionali e commerciali per garantire la presenza e l’accesso continuati degli esseri umani all’orbita bassa”
A tale proposito sarebbero stanziati 150 milioni di dollari nel suo bilancio per il 2019.
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Cipro ed Italia insieme nello spazio.

 Si apprebde dall’informativa dell’ultimo consiglio d’amministraszione dell’ASI  che è stata approvata  una lettera di intenti tra l’ASI e  l’organizzazione spaziale cipriota (Cyprus Space Exploration Organization “CSEO”).
Cipro è già da qualche anno  uno stato cooperante dell’ESA, con l’accordo firmato nel luglio 2016 a Nicosia.
 E’ operante anche  una Cyprus Remote Sensing Society, che conta almeno 50 membri attivi, contribuendo alla costruzione di una forte comunità nazionale di osservazione della Terra.
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e-Geos approda in Australia.

e. Geos,la società costituita da Telespazio (80%) e dall’Agenzia Spaziale Italiana (20%), si è aggiudicata infatti una gara internazionale per la fornitura di servizi di geoinformazione all’AMSA (Australian Maritime Safety Authority), l’autorità governativa deputata a garantire la sicurezza della navigazione e la protezione dell’ambiente marino nel Paese, nonché a coordinare le operazioni di emergenza in mare.
 I servizi saranno forniti da e-GEOS con il partner locale Geospatial Intelligence Pty Limited.
Sarà eseguito  soprattutto il monitoraggio degli sversamenti di petrolio grazie all’utilizzo della costellazione radar COSMO-SkyMed, in grado di controllare continuativamente e in ogni condizione di visibilità le aree di interesse. Saranno individuati sversamenti illeciti in mare e le navi fonti di inquinamento,  permettendo di indirizzare modalità e tempistiche di intervento.
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E’ morto all’età di 107 anni Barys Kit, l’inventore del carburante spaziale.

Si apprende che l’inventore di un carburante spaziale basato sull’idrogeno liquido che ha reso possibili i voli verso la Luna, Barys Kit, è morto all’età di 107 anni lo scorso 1 febbraio.
L’ingegnere, matematico e fisico bielorusso naturalizzato statunitense era uno degli uomini più vecchi del mondo e veniva da un piccolo villaggio bielorusso di nome Aharodniki..
Divenne dopo la Seconda Guerra Mondiale uno scienziato di fama mondiale nel campo dell’areonautica spaziale, ricoprendo incarichi del calibro di professore onorario dell’Università del Maryland (USA) e vicepresidente dell’Eurasian International Astronautics Academya.
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Gli Emirati Arabi Uniti avviano la selezione dei propri astronauti.

Negli  Emirati Arabi Uniti è stato pubblicato il bando pubblico che permetterà ai cittadini degli Emirati di partecipare alla selezione per astronauti. La selezione si svolgerà nel 2018 e i vincitori verranno annunciati tra la fine del prossimo anno e l’inizio del 2019. Il training di base comincerà nel 2019 e si concluderà nel 2020, mentre nel 2020-2021 i quattro selezionati effettueranno l’addestramento avanzato. I requisiti di base sono piuttosto ampi: cittadinanza EAU, almeno 18 anni, padronanza della lingua araba e dell’inglese, e almeno una laurea.
Questo sviluppo sarebbe possibile grazie all’accordo con l’agenzia spaziale russa, Roscosmos, che provvederebbe all’addestramento e al lancio mediante capsula Soyuz. Al momento non ci sono notizie di accordi con Boeing o SpaceX per eventuali voli commerciali sulla ISS con capsule americane.
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La permanenza nello spazio avrebbe influenza sul codice genetico.

Vi ricordate i gemelli Scott?
Scott Kelly ha passato un anno sulla Stazione internazionale, Mark è rimasto sulla Terra.
La Nasa avrebbe da poco rilevato parametri che oggi sono differenti rispetto all’inizio della missione.
 Il gemello spaziale sta tornando simile a quello terrestre. Il  tempo passato nello spazio avrebbe  cambiato tuttavia  il codice genetico di Scott Kelly.
Sarebbero i risultati dell’esperimento Twins, durante il quale la NASA  ha rilevato i parametri fisiologici e il Dna dell’astronauta quando era in orbita e al suo ritorno sulla Terra, per confrontarli con quelli del fratello Mark, rimasto negli Stati Uniti.
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In orbita un microsatellite nipponico.

Si apprende che l’agenzia spaziale giapponese (Jaxa), ha lanciato con successo in orbita quello che è considerato il più piccolo satellite al mondo, dopo il primo tentativo fallito a gennaio dello scorso anno. E’ il secondo lancio dopo quello non riuscito di Gennaio 2017.E’ stato reso noto dall’agenzia spaziale giapponese che che il micro satellite è stato rilasciato dal razzo regolarmente nell’orbita designata.Il dispositivo ha le stesse dimensioni di un palo della luce: lungo 10 metri e del diametro di 50 centimetri, ed è stato sviluppato dagli ingegneri dell’Università di Tokyo.Il lancio odierno aveva come obiettivo la verifica della tecnologia disponibile per introdurre in orbita satelliti di piccole dimensioni, assemblati con componenti reperibili dal settore dell’elettronica di consumo e della telefonia mobile, a costi minori e in linea con la sempre maggiore richiesta.

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In orbita il satellite per prevenire i terremoti. Grande successo italo-cinese.

 

Si tratta del satellite cinese Cses (China Seismo-Electromagnetic Satellite) lanciato alle 8,51 italiane dalla base cinese Jiuquan, nel deserto del Gobi.
 L’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) vi partecipa con il progetto Limadou, al quale contribuiscono Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Istituto di Astrofisica e Planetologia spaziali dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Iaps-Inaf) e alcune università.Il satellite ha l’obiettivo di individuare le variazioni che avvengono nella regione superiore dell’atmosfera (ionosfera) e che accompagnano un terremoto.
 Aiuterà a vederle il rivelatore di particelle italiano Hepd (High Energic Particle Detector), realizzato dalla collaborazione Limadou.  Lo strumento Hepd consentirà di studiare i meccanismi che collegano i processi interni del nostro pianeta con la dinamica delle regioni di particelle cariche, chiamate fasce di Van Allencon l’obiettivo di individuare e sviluppare nuove tecniche per il monitoraggio sismico dallo spazio”. Il satellite comincerà a raccogliere i dati nei prossimi mesi, non appena completata la fase di calibrazione degli strumenti.
  “Il lancio del satellite che realizza la prima grande missione spaziale frutto della cooperazione Cina e Italia” è stato salutato con entusiasmo dal Presidente della Repubblica Mattarella, dalla Ministra del MIUR Fedeli e dal Presidente dell’ASI Battiston.
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60 anni fa il primo satellite statunitense.

Il 31 gennaio u.s. è stato il  60esimo anniversario del lancio della sonda. Explorer 1 ( progettata dal JPL) , il primo satellite mai costruito negli Stati Uniti.
Terzo dopo i due Sputnik sovietici,il satellite fu lanciato infatti da Cape Canaveral, in Florida, la sera del 31 gennaio 1958, come primo contraccolpo di quella che passò poi alla storia come la corsa allo Spazio.
Rappresentò  per  la Nasa un passo fondamentale: fu infatti il primo della lunghissima serie di satelliti e missioni esplorative  americane nello Spazio.
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