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Si chiama Peregrine il primo lander a toccare a posarsi sulla Luna e sarà realizzato da una società privata

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La Nasa ha annunciato che il lander ‘Peregrine’ (Pellegrino), progettato da Astrorobotic, una società privata della Pennsylvania, ha ricevuto il via libera per raggiungere la superficie lunare.
 La missione della compagnia privata farà parte del progetto Artemis della Nasa, finalizzato a riportare gli astronauti statunitensi sulla Luna entro i prossimi cinque anni.
Il lancio del veicolo spaziale è  privo di equipaggio, è in programma nel 2021: sarà il vettore privato ‘Vulcan Centaur’ a portarlo in orbita, durante il suo primo volo.
 Il lanciatore è stato realizzato dalla United Launch Alliance, una joint venture tra Lockheed Martin e Boeing, e in futuro sostituirà i razzi Delta e Atlas.

I tecnici di Astrorobotic spiegano che il lander ha le dimensioni di un’utilitaria, può ospitare una quindicina di esperimenti ed è progettato per sopravvivere sul satellite naturale della Terra almeno per una settimana..
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L’Amazzonia brucia e Bolsonaro licenzia il capo dell’agenzia spaziale.

Aumentano in modo vertiginoso gli incendi in Amazzonia ed aumenta il disboscamento nel polmone verde del pianeta. Ciò ha portato Norvegia e Germania a sospendere i fondi per il Fondo Amazzonia, dedicato alla protezione ambientale in Brasile, di cui entrambi i paesi sono i principali sponsor.
Il Presidente del Brasile Bolsonaro  sostiene che i dati sono stati “inventati” e per questo motivo .ha recentemente licenziato il direttore dell’agenzia dopo che questo ha pubblicato statistiche che mostrano un marcato aumento della deforestazione in tutto il paese.
Per gli ambientalisti è tutta colpa di Bolsonaro che da quando è salito al potere il 1° gennaio, ha proposto un cambiamento radicale nella politica ambientale, che include la difesa dello sfruttamento della foresta pluviale, la legalizzazione dell’estrazione mineraria nelle riserve indigene e la riduzione del controllo delle aree protette.
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Cooperazione spaziale traAzerbaigian e Turchia.

Si apprende che l’Azerbaigian sta avviando una cooperazione spaziale con la Turchia soprattutto nel settore delle telecomunicazioni.
Azerbaigian, che ha lanciato il satellite Azerspace 1 l’8 febbraio 2013 prevede anche di cooperare con il Kazakistan e l’Uzbekistan.
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La Nasa stringe i tempi per il viaggio umano sulla Luna: sarà entro il 2024.

L’amministratore della NASA Jim Bridenstine lo ha annunciato ufficialmente qualche giorno fa.
Il Marshall space Center sarò il quartier generale del programma ed il primo viaggio lunare umano ( per entrambi i sessi) sarà entro il 2024.
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Un satellite di telecomunicazioni israeliano in orbita.

SpaceX ha portato in orbita geostazionaria mediante il Falcon IX stanotte un enorme satellite per le comunicazioni, la missione prende il nome proprio dal payload ed è chiamata AMOS-17.
Il lancio è avvenuto per conto della società israeliana Spacecomm,
Il   carico ha un peso di oltre 6 tonnellate e pertanto è stato necessario utilizzare tutto il carburante per raggiungere l’orbita base.
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Sulla scia di USA e Francia anche il Giappone creerà una forza spaziale militare.

Vi è un gran parlare sui media nazionali ed internazionali delle intenzioni dei Governi statunitense e francese di costituire forze spaziali militari.
Ebbene allo stesso modo si apprende che il governo giapponese intende creare un’unità spaziale militare delle forze di autodifesa del paese nel 2020 in relazione al maggiore uso dello spazio a fini di difesa da parte di altri paesi, tra cui Stati Uniti, Russia e Cina.
Il governo giapponese starebbe  attualmente lavorando anche  a un sistema di rilevazione spaziale basato a terra comprendente un radar altamente sensibile e un telescopio ottico, la cui entrata in servizio è prevista nel 2023,  sempre secondo le stesse fonti.
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Presto un porto d’attracco cinese per il lancio di razzi.

Si apprende che la  Cina intende lanciare sempre più razzi spaziali da in mezzo al mare, e a questo scopo prevede di iniziare la costruzione di un porto d’attracco per il lancio di razzi via mare a Yantai, nella provincia di Shandong, in Cina orientale.
Il progetto includerà la costruzione di centri di ricerca e sviluppo, di produzione dei razzi, vettori dei satelliti e piattaforme di lancio offshore, così come un centro per l’applicazione dei dati satellitari e di sviluppo.
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A settembre 2019 potrebbe nascere in Francia l’Armée de l’air et de l’espace.

La Francia  procede speditamente nella definizione del piano per controllare lo spazio fuori dall’orbita terrestre.
 L’annuncio è proprio del ministro della Difesa, Florence Parly che, durante un incontro nella base aerea di Mont Verdun, ha descritto la sostanza del piano approvato dal governo Macron per la creazione di un’unità militare spaziale.
Si prevede un incremento di 750 milioni di dollari al budget spaziale già stanziato di 4 miliardi di dollari per il periodo 2019-2025 e la creazione di un’unità specializzata nella difesa dei sistemi satellitari del Paese.
Si ricorda che a inizio luglio il presidente francese Emmanuel Macron aveva anticipato l’intenzione, entro settembre, di costituire un reparto apposito dell’aeronautica destinato alla difesa dei sistemi di telecomunicazione satellitare del Paese.
Contestualmente, l’aeronautica francese potrebbe cambiare nome e diventare l’Armée de l’air et de l’espace, cioè l’Armata del cielo e dello spazio.
In tal modo, secondo le autorità francesi,si contrasterebbero eventuali tentativi di danneggiare i satelliti per le telecomunicazioni francesi, come ad esempio il tentativo di sabotaggio nei confronti del satellite militare franco-italiano Athena-Fidus, che sarebbe avvenuto nel 2017 su iniziativa della Russia.
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La privatizzazione dello spazio in Cina.

Si apprende che nei giorni scorsie è avvenuto  dal centro di lancio Jiuquan il primo lancio di una compagnia spaziale privata cinese

Si tratta della  Interstellar Glory Space Technology, conosciuta anche come iSpace, che è riuscita in un’impresa in cui altre compagnie private cinesi avevano fallito.

Già ad ottobre e a marzo, per esempio, altre due compagnie, LandSpace e OneSpace, avevano fallito i propri lanci, cosa che aveva fatto pensare che diversi anni sarebbero dovuti passare prima di vedere una compagnia privata in Cina lanciare con successo un razzo nello spazio.

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Tutti vogliono allunare. Anche il Giappone.

Tra una decina di anni gli astronauti potrebbero girare sulla Luna a bordo di un rover della Toyota: potrebbe accadere grazie all’accordo triennale firmato dall’azienda automobilistica e dall’agenzia spaziale giapponese Jaxa. 
Secondo il programma, il veicolo dovrebbe essere pronto nel 2029.
 Il rover, pressurizzato ed elettrico, potrebbe aiutare nell’esplorazione delle regioni polari, con l’intento di cercare acqua ghiacciata o di sviluppare nuove tecnologie che portino l’esplorazione spaziale verso nuove mete. 
Si sono prenotati già moti clienti e tra questi la NASA che ha in programma di mandare sulla Luna due astronauti entro il 2024, proprio per esplorare la regione del polo Sud, e nella stessa zona l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) si propone di coordinare la costruzione di un “villaggio lunare”, in un futuro non troppo lontano.
 Diverse aziende private, inoltre, mirano ad arrivare sul satellite della Terra, ad esempio per estrarre l’acqua ghiacciata abbondante nei crateri perennemente in ombra.
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